United Kingdom

NATS ci ricasca: nuovo guasto ai sistemi e caos nei cieli britannici. Le tragiche affinità con il blackout del 2023

A distanza di tre anni dal clamoroso blocco che paralizzò il Regno Unito durante il Bank Holiday del 2023, l’infrastruttura tecnologica di NATS (National Air Traffic Services) cade nuovamente vittima di un’avaria tecnica.

Un guasto al flight processing system – il cuore informatico che processa e smista i piani di volo ai controllori – ha provocato la cancellazione di oltre 300 voli e centinaia di ritardi, mandando in cortocircuito il traffico aereo britannico ed europeo. 3 anni fa fu sempre lo stesso sistema ad andare in “blocco”.

Sebbene i tecnici abbiano applicato un fix nel tardo pomeriggio per riavviare progressivamente i sistemi, la dinamica dell’incidente mostra affinità impressionanti con il collasso subito nell’agosto di tre anni fa, riaprendo una ferita mai sanata tra l’ente di controllo e le compagnie aeree.

Le affinità con il precedente del 2023

Le analogie tra i due episodi non risiedono solo nel disagio causato a decine di migliaia di passeggeri, ma toccano direttamente l’architettura dei sistemi informatici di NATS:

  • Stesso punto di rottura (Flight Processing System): In entrambi i casi, l’anomalia non ha riguardato i radar fisici, ma il software di elaborazione automatica dei dati di volo. Quando questo sistema va in tilt, i controllori si vedono costretti a inserire le rotte manualmente, riducendo drasticamente la capacità operativa dello spazio aereo.
  • Effetto domino immediato sui flussi: Nel 2023 come oggi, la risposta di sicurezza di Eurocontrol e NATS è stata l’applicazione immediata di restrizioni di flusso (misure di flow regulation). Questo ha impedito ai velivoli in attesa a terra in tutta Europa di decollare verso lo spazio aereo britannico, saturando in poche ore gli aeroporti di hub strategici come Heathrow, Gatwick, Stansted e Manchester.
  • La risposta di fail-safe automatica: Se nel 2023 il blocco fu innescato da una singola anomalia sui waypoint di un piano di volo (con conseguente auto-spegnimento di sicurezza del sistema primario e di quello di backup), le prime informazioni sull’evento odierno confermano che il sistema è entrato nuovamente in modalità di protezione per evitare incoerenze nei dati di rotta.

La furia dei vettori e le richieste di dimissioni

Se nel 2023 la reazione delle compagnie aeree fu dura, oggi la tensione ha raggiunto il punto di rottura. Vettori ad alta intensità operativa come Ryanair e Wizz Air hanno espresso parole di fuoco contro la governance di NATS, definendo l’ente “inadeguato a garantire la continuità di un’infrastruttura strategica”.

Per le compagnie aeree, infatti, i costi di questi guasti non si limitano ai rimborsi e all’assistenza ai passeggeri, ma si ripercuotono sulle rotazioni degli aeromobili e degli equipaggi per le successive 48 ore. La richiesta di una revisione profonda delle infrastrutture tecnologiche e delle responsabilità ai vertici di NATS non è più rinviabile.

Back to top