Aeroporto di Salerno QSR
Salerno, il “miracolo” di novembre è solo un’illusione: un…
Tra pochi mesi, a novembre, l’aeroporto di Napoli Capodichino dovrà chiudere temporaneamente i battenti per consentire i necessari lavori di manutenzione straordinaria alla pista di volo. Per circa trenta giorni, i cieli sopra la Campania vedranno una riorganizzazione forzata e diversi vettori sposterebbero alcune delle loro rotte sullo scalo di Salerno Costa d’Amalfi per garantire la continuità dei collegamenti.
Ed è proprio di fronte a questo scenario che avverto la necessità di rivolgere un appello accorato, diretto e senza filtri a tutta la politica e ai media locali: “per favore, non gridate al “colpaccio”. Non raccontate ai cittadini che siamo davanti a un miracolo o a uno storico punto di svolta per l’aviazione salernitana.” La realtà è molto più semplice e pragmatica.
Si tratta di una scelta puramente operativa, logistica e temporale, limitata a una parentesi di appena quattro settimane. Far passare uno spostamento temporaneo e obbligato per una grandiosa vittoria strategica significa alimentare un’illusione collettiva e raccontare una storia che non corrisponde al vero.
Quando a dicembre il cantiere a Capodichino sarà chiuso e la pista riaprirà, quei voli torneranno esattamente da dove sono venuti. Salerno rientrerà nei suoi ritmi ordinari e le dinamiche dell’aviazione commerciale mostreranno di nuovo la loro vera veste. Se la politica e gli organi di informazione continueranno a dipingere questo ripiego di trenta giorni come la prova che Salerno ha finalmente superato i propri ostacoli, il rischio non sarà solo quello di fare una pessima figura, ma di procurare un danno reale all’infrastruttura stessa.
Festeggiare una necessità tecnica altrui distoglie l’attenzione dai veri problemi dell’aeroporto e porta ad abbassare colpevolmente la guardia. L’aviazione commerciale non vive di miracoli mensili, ma di equilibrio economico, domanda costante e accessibilità.
Lo scalo di Salerno Costa d’Amalfi ha davanti a sé sfide strutturali enormi, che non si risolvono con un mese di traffico in prestito: servono collegamenti infrastrutturali certi e veloci con la rete ferroviaria e la metropolitana, una viabilità stradale adeguata, e soprattutto la capacità di generare flussi turistici e di business stabili per dodici mesi all’anno, rendendo le rotte redditizie per le compagnie aeree senza bisogno di soluzioni d’emergenza.
L’aeroporto è un patrimonio fondamentale per il futuro della provincia di Salerno, del Cilento e dell’intera regione. Proprio per il rispetto che si deve a questa risorsa e alla comunità che ci vive, occorre abbandonare la tentazione del trionfalismo di facciata. Ai cittadini servono chiarezza, informazione trasparente e impegni concreti sulle opere da portare a termine. La politica e la stampa dimostrino maturità: non vendiamo illusioni a scadenza mensile e concentriamoci, finalmente, sul risolvere i nodi reali.