Ryanair
Indagine NTSB sull’incidente Ryanair: si valuta l’efficacia dei protocolli…
Il National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti ha assunto formalmente la guida dell’indagine relativa all’incidente occorso il 10 luglio a un Boeing 737 NG di Ryanair. La decisione è giunta in seguito alla delega delle autorità greche, nazione in cui si è verificato l’evento.
Il volo, diretto in Germania, era decollato da Salonicco quando un frammento del motore si è distaccato, impattando contro un finestrino e causandone la rottura. Il conseguente fenomeno di decompressione ha interessato un passeggero, Ljubisa Karovic, che è stato parzialmente risucchiato all’esterno della fusoliera. Grazie all’intervento degli altri passeggeri a bordo, la persona è stata trattenuta all’interno del velivolo, pur riportando ferite che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero. L’equipaggio ha provveduto a effettuare un atterraggio di emergenza.
La causa

Le immagini circolanti, che mostrano evidenti danni alla sezione del motore, supportano l’ipotesi tecnica che il cedimento del finestrino sia stato causato dall’impatto di frammenti metallici espulsi dal propulsore.
Sebbene le indagini ufficiali siano ancora in corso, la dinamica appare coerente con un evento di “uncontained engine failure” (cedimento non contenuto del motore). In tali circostanze, la rottura di una pala del fan o di altri componenti rotanti ad alta velocità può provocare la proiezione di detriti verso la fusoliera. Se la traiettoria di questi frammenti interseca la zona dei finestrini, l’impatto ad alta energia può causare la rottura dello strato esterno (o dell’intera struttura) del finestrino stesso, innescando la decompressione rapida della cabina.
La posizione di Ryanair
In merito all’accaduto, Ryanair ha precisato che il volo è rientrato allo scalo di partenza poco dopo il decollo a causa del cedimento di un finestrino della cabina passeggeri. La compagnia ha confermato che l’aereo è atterrato in sicurezza, che il passeggero coinvolto ha ricevuto le necessarie cure mediche e che è stato organizzato un volo sostitutivo per permettere ai passeggeri di raggiungere la destinazione prevista.
Per quanto riguarda le cause tecniche, Ryanair non ha fornito dettagli specifici sulle cause meccaniche del danno al finestrino nelle sue note iniziali, dichiarando che l’origine del problema non era ancora nota. La compagnia si è limitata a descrivere l’accaduto come un problema di cedimento del finestrino, evitando di commentare nel merito le ricostruzioni esterne che hanno indicato il distacco di un frammento del motore come causa dell’incidente.
Analisi tecnica e precedenti
L’incidente ha richiamato l’attenzione su due analoghi episodi occorsi alla compagnia Southwest Airlines nel 2016 e nel 2018. In quest’ultimo caso, un passeggero perse la vita in seguito a una dinamica simile, causata da una pala del ventilatore che, rompendosi, aveva danneggiato la struttura della cabina.
In risposta a tali eventi, l’NTSB aveva richiesto a Boeing una riprogettazione del cofano dei ventilatori per i modelli 737 NG, il modello attualmente più in uso da Ryanair. La Federal Aviation Administration (FAA) ha successivamente emesso una specifica direttiva di aeronavigabilità, con scadenza fissata per il 2028.
La posizione della FAA
Nonostante le similitudini, l’amministratore della FAA, Bryan Bedford, ha espresso cautela nel paragonare direttamente l’episodio di Ryanair con quanto accaduto a Southwest nel 2018. Bedford ha tuttavia confermato che l’indagine in corso comprenderà una rivalutazione complessiva della risposta normativa adottata dall’agenzia negli scorsi anni.
L’obiettivo dell’analisi è determinare se le misure di mitigazione del rischio già in atto siano sufficienti o se siano necessari ulteriori interventi tecnici. Nel frattempo, compagnie come Southwest hanno segnalato di aver già completato l’adeguamento tecnologico su circa l’80% della flotta interessata, procedendo con un calendario anticipato rispetto alla scadenza imposta dalla FAA.
Ryanair opera i propri modelli Boeing 737 NG utilizzando motori CFM56, prodotti da CFM International. La serie NG rappresenta la generazione del velivolo precedente all’attuale modello MAX.