Aeroporto di Salerno QSR
Aeroporto di Salerno: necessario coordinamento per accelerare il passo
L’inaugurazione del nuovo Terminal di Aviazione Generale all’Aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi” rappresenta un traguardo operativo per lo scalo, tuttavia, l’analisi dei tempi di realizzazione invita a una riflessione necessaria sull’efficienza dei processi infrastrutturali in Campania.
Per il momento ci allontaniamo dalle problematiche dell’aviazione commerciale, oggi ci soffermiamo sull’infrastruttura.Per inquadrare la situazione con oggettività, è utile guardare ad altri recenti interventi nel panorama aeroportuale italiano. Esistono infatti casi, come quello di un’infrastruttura completata in soli 10 mesi, dove un blocco aerostazione di 3.600 metri quadrati, dotato di 7 banchi check-in, 5 gate d’imbarco e tre corsie con scanner CT , è stato reso operativo in tempi record. Non siamo nel Nord Italia o all’estero, ma a Reggio Calabria. Il confronto con la struttura salernitana, di 2.000 metri quadrati e realizzata in 24 mesi, evidenzia un divario gestionale che non può essere ignorato. In questo caso il gestore è l’unico responsabile e nessuno lo può smentire. Ma Gesac non ha tutte le colpe, in un sistema troppo frammentato con troppe teste a decidere.
Questo benchmark dimostra che, quando la governance è orientata all’efficienza e la catena di comando è priva di frammentazioni, è possibile consegnare infrastrutture complesse in tempi rapidi. Un limite di Salerno è l’assenza di una regia capace di armonizzare l’azione di politica, enti locali e gestore.
Non è concepibile che in un progetto di sviluppo integrato la responsabilità di opere complementari, come il parcheggio del terminal di competenza provinciale, proceda su binari non sincronizzati rispetto alle attività del gestore aeroportuale. Questa polverizzazione delle responsabilità agisce come un freno allo sviluppo: in un aeroporto moderno è il gestore a dover fungere da fulcro unico dello sviluppo infrastrutturale, coordinando le diverse necessità.
La sollecitazione verso Gesac e gli enti coinvolti, lungi dall’essere una critica distruttiva, vuole essere un invito a un cambio di rotta. Le dichiarazioni di Roberto Barbieri (Gesac) indicano il 2027 come data di inizio lavori per la nuova aerostazione passeggeri, ma il settore necessita di risposte concrete: a che punto è il progetto definitivo? Quando saranno presentati i bandi?
Siamo consapevoli del contesto complesso in cui opera la Campania, ma la frammentazione non può diventare un alibi per giustificare tempistiche dilatate. Serve una cabina di regia, una figura o un commissario capace di coordinare efficacemente politica ed enti, che garantisca che il futuro del sistema aeroportuale non diventi un mosaico di interventi slegati.
Evidenziare anomalie e rallentamenti è l’unico modo per intervenire e aggiustare il tiro. L’obiettivo comune resta la costruzione di un grande aeroporto: per raggiungerlo, il focus ora deve spostarsi dal semplice “fare” al “fare in modo coordinato”, aumentando drasticamente il passo operativo.
Rinnovo l’invito a Gesac per trasformare le critiche in applausi, “insieme possiamo costruire qualcosa di grande“
Foto copertina flySalerno