Aeroporto di Venezia VCE
Venezia e la Cina sempre più vicine: nuovo volo…
Il network intercontinentale dell’aeroporto Marco Polo di Venezia registra un’espansione nel mercato asiatico.
Il nuovo collegamento diretto per Shanghai inaugurato da Air China costituisce la seconda rotta attiva dallo scalo lagunare verso la Cina, affiancandosi al volo per Wenzhou introdotto in precedenza.
I dati storici a supporto dell’investimento
Il raddoppio delle destinazioni dirette verso la Cina è stato supportato dalle ottime performance operative registrate dalla rotta già attiva dallo scorso anno. I dati di traffico hanno dimostrato la solidità e la costanza della domanda sul mercato del Nord-Est, caratterizzato da un bacino d’utenza complementare: da un lato la componente commerciale ed etnica legata alla comunità residente nel territorio, dall’altro il segmento corporate e il turismo d’élite. Risultati concreti che hanno fornito al vettore le necessarie garanzie di sostenibilità economica per pianificare l’espansione e l’introduzione della seconda frequenza diretta.
Il superamento del modello hub and spoke
L’evoluzione della connettività intercontinentale del Marco Polo offre una conferma di come il tradizionale modello hub and spoke stia cedendo progressivamente spazio a una pianificazione diffusa delle rotte di lungo raggio. Se per lungo tempo i flussi intercontinentali dai mercati regionali sono stati necessariamente convogliati verso i grandi scali di transito europei o mediorientali, la tendenza attuale privilegia i collegamenti diretti point-to-point che portano passeggeri e merci direttamente a destinazione.
Questa dinamica è sostenuta dall’efficienza operativa degli aeromobili di nuova generazione a medio e lungo raggio, che consentono una gestione profittevole al di fuori dei grandi hub centralizzati. Ma l’aspetto tecnologico cammina di pari passo con la dimensione della domanda: il bacino del Nord-Est esprime volumi e una massa critica tali da rendere queste rotte tutt’altro che marginali o accessorie nel network dei vettori.
La consistenza dei flussi permette infatti di pianificare frequenze calibrate e adeguate alle reali necessità del mercato, garantendo la sostenibilità economica dei collegamenti grazie a un traffico nativo che non ha bisogno di essere alimentato da scali intermedi.