Iberia

Un Airbus A320 di Iberia ferma il volo papale…

Nemmeno i protocolli della sicurezza vaticana e le rigide pianificazioni dei viaggi apostolici sono immuni agli imprevisti della logistica aerea. A farne le spese è stato Papa Leone XIV al termine del suo storico viaggio in Spagna, focalizzato sul delicato tema delle rotte migratorie.

L’aeromobile charter predisposto da Iberia per il rientro a Roma, un Airbus A320, ha subito un guasto tecnico mentre si trovava sulla pista dell’aeroporto di Tenerife Nord-Los Rodeos.

L’Airbus A320 di Ibera che ha subito un guasto a Tenerife, doveva riportare il Papa a Roma.

Il motore non parte: sbarco forzato a Los Rodeos

Dopo le cerimonie ufficiali di commiato e il regolare imbarco del Pontefice, del seguito vaticano e degli circa ottanta giornalisti accreditati, il comandante del volo ha dovuto comunicare l’impossibilità di decollare. La causa del blocco è stata individuata nel mancato avvio di uno dei motori dell’Airbus, un’avaria che, secondo le prime verifiche dei tecnici della compagnia di bandiera spagnola, potrebbe essere stata influenzata anche dalle severe condizioni di vento forte che caratterizzano lo scalo delle Canarie.

Constatata l’impossibilità di risolvere il problema in tempi brevi direttamente sulla pista, l’intera delegazione è stata fatta sbarcare. Un evento insolito per i viaggi papali, che non registravano un cambio forzato di aeromobile per ragioni tecniche da oltre trent’anni (l’ultimo precedente risaliva al 1990 con Giovanni Paolo II a Malta).

La macchina dei soccorsi istituzionali: il rientro sul Falcon di Stato

Per accelerare il rientro del Pontefice ed evitare un prolungato e faticoso stallo in aeroporto, è intervenuto direttamente Re Felipe VI, che si trovava a Tenerife proprio per salutare l’illustre ospite. Il sovrano ha messo immediatamente a disposizione il velivolo con cui era arrivato sull’isola, permettendo al Papa e a una delegazione vaticana ridotta ai minimi termini di ridecollare verso l’Italia con circa tre ore di ritardo.

Il Papa mentre sale a bordo del Falcon appartenente alla flotta del Ministero della Difesa dello Stato spagnolo, operato dall’Aeronautica Militare (Ejército del Aire y del Espacio).

L’episodio ha alimentato alcune imprecisioni nelle prime cronache giornalistiche, che hanno descritto il jet come il “Falcon privato del Re. Dal punto di vista formale e patrimoniale, si tratta invece di un Falcon appartenente alla flotta del Ministero della Difesa dello Stato spagnolo, operato dall’Aeronautica Militare (Ejército del Aire y del Espacio). Un bene istituzionale demaniale a disposizione delle massime cariche dello Stato, non un possedimento personale della Corona.

Mentre il Papa faceva rientro in Vaticano nella tarda serata, i giornalisti e il restante seguito hanno dovuto attendere un secondo aeromobile inviato appositamente da Iberia da Madrid per rientrare a Roma nella notte, con la conseguente cancellazione della tradizionale conferenza stampa che il Pontefice tiene solitamente ad alta quota.