easyJet
easyJet: Air France-KLM o MSC?
L’interesse del gruppo Air France-KLM, è emerso durante l’assemblea annuale della IATA a Rio de Janeiro. L’Amministratore Delegato del Gruppo Air France-KLM, Ben Smith, ha dichiarato l’apertura del gruppo a valutare un coinvolgimento in una potenziale offerta di acquisizione per easyJet.
La mossa iniziale è arrivata alla fine di maggio da Castlelake, una società di investimento statunitense che ha manifestato l’intenzione di lanciare un’offerta per rilevare easyJet e delistarla dalla borsa. Air France-KLM non ha avviato un’offerta autonoma né si trova in una fase di trattativa attiva, ma Ben Smith ha confermato che risponderebbe “assolutamente” a una chiamata di Castlelake per valutare un’offerta congiunta o una partnership strategica. Il legame tra il gruppo franco-olandese e il fondo americano non è nuovo: le due realtà hanno già collaborato con successo nel 2023 per il salvataggio e il rilevamento della compagnia di bandiera scandinava SAS.
I nodi da sciogliere
Un’operazione di questa portata non è priva di ostacoli. Il consiglio di amministrazione di easyJet ha definito i primi approcci di Castlelake come “opportunistici“, pur confermando il dovere fiduciario di valutare ogni offerta formale che massimizzi il valore per gli azionisti. La reazione del board riflette la necessità di difendere una compagnia strutturalmente solida ma con una valutazione azionaria temporaneamente depressa, i cui asset reali superano di gran lunga i valori attuali di borsa. Al di là delle questioni di prezzo, lo scoglio principale di un’eventuale scalata risiede nella reazione delle autorità garanti della concorrenza.
Il mercato del trasporto aereo continentale si trova in una fase di forte consolidamento, ma il passaggio di una realtà delle dimensioni di easyJet rappresenta un caso unico. Parliamo di un vettore che schiera una flotta di oltre 300 aeromobili e controlla un portafoglio di slot storici insostituibili negli scali europei più congestionati. Se a rilevare una simile quota di mercato fosse un grande gruppo aereo concorrente, l’operazione farebbe immediatamente scattare i massimi livelli di allarme presso l’Antitrust della Commissione Europea e della CMA britannica.
La sovrapposizione di rotte e il rischio di un’eccessiva concentrazione costringerebbero i regolatori a imporre rimedi draconiani, come la cessione di ampie fette di diritti di volo, depotenziando il valore strategico dell’acquisizione. Ogni parallelo con recenti salvataggi o ristrutturazioni di vettori minori, come nel caso di SAS, risulta impossibile: le dimensioni, il modello di business low-cost e la capillarità di easyJet si muovono su scale e dinamiche competitive completamente diverse.
Per questo motivo, MSC si profila come il partner ideale per affiancare Castlelake nella cordata che ha tempo fino al 26 giugno per formalizzare la proposta. Non essendo una compagnia aerea passeggeri, il gruppo logistico della famiglia Aponte non genera alcuna sovrapposizione di rete nei cieli europei. Di fronte alle autorità per la concorrenza di Bruxelles e Londra, l’ingresso di un operatore marittimo e turistico non andrebbe a intaccare il panorama competitivo dei vettori aerei, facilitando in modo decisivo l’approvazione dell’acquisizione. Per l’Antitrust, il subentro di un investitore industriale estraneo al settore del volo passeggeri verrebbe visto con favore, poiché garantirebbe la continuità aziendale di easyJet senza alterare gli equilibri di mercato tra i cieli del continente.