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Il tassello MSC nel risiko di easyJet

L’indiscrezione del Corriere della Sera traccia la via del consorzio per Castlelake e torna nuovamente in pista MSC dopo un tentativo di cordata con Lufthansa per ITA Airways. easyJet potrebbe avere un controllo italiano.

Il fondo d’investimento statunitense Castlelake è uscito allo scoperto nei giorni scorsi, comunicando al mercato l’intenzione di valutare una possibile offerta pubblica di acquisto (OPA) sulla compagnia aerea di Luton a un prezzo indicativo non inferiore a 403,23 pence per azione.

La reazione del consiglio di amministrazione del vettore low-cost è stata immediata, definendo la mossa “altamente opportunistica” poiché giunge in una fase in cui il valore del titolo a Londra è temporaneamente depresso dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla conseguente volatilità del prezzo del carburante.

Se la mossa del fondo statunitense rappresenta l’innesco formale della partita finanziaria, lo scenario industriale si arricchisce di un elemento cruciale emerso nelle ultime ore. Secondo quanto rivelato da un’indiscrezione del Corriere della Sera, Castlelake starebbe guardando con forte interesse a Mediterranean Shipping Company (MSC) come partner strategico per dare vita a un consorzio d’acquisto europeo.

Una rivelazione che getta una nuova luce sulle modalità con cui l’operazione potrebbe superare i rigidi vincoli comunitari1 ed estendere le sinergie già individuate nel comparto dell’hospitality. Ma soprattutto il controllo sarebbe italiano, uno “smacco” per Luton.

Il superamento dei vincoli UE sulla proprietà aerea

L’interessamento di Castlelake per il colosso marittimo guidato dalla famiglia italiana Aponte risponde, in primo luogo, a un preciso vincolo regolatorio che i soli capitali americani non potrebbero soddisfare. Le norme vigenti all’interno dell’Unione Europea stabiliscono infatti che per mantenere i diritti di traffico e le licenze di volo all’interno del blocco, le compagnie aeree devono essere a maggioranza di proprietà e sotto il controllo effettivo di soggetti europei.

Per una realtà basata negli Stati Uniti come Castlelake, l’acquisizione in solitaria di easyJet presenterebbe barriere normative impossibili aggirare, data la forte presenza del vettore nei cieli europei tramite le sue controllate continentali. L’ingresso nel consorzio di un partner solido e con radici europee come il gruppo svizzero MSC consentirebbe di blindare i requisiti di nazionalità richiesti dai regolatori, offrendo al contempo la massa critica finanziaria necessaria per un’operazione valutata complessivamente oltre 3 miliardi di sterline.

L’estensione della catena turistica: il modello TUI

L’ipotesi di un coinvolgimento di MSC introduce una chiara logica di integrazione verticale che si innesta direttamente sulle strategie di sviluppo legate a easyJet holidays. Il ramo d’azienda dedicato ai pacchetti vacanza della low-cost, caratterizzato da un modello flessibile e digitale, troverebbe nei segmenti operativi di MSC un naturale amplificatore industriale.

Il gruppo di Ginevra ha progressivamente diversificato le proprie attività al di fuori del settore cargo, consolidando una presenza pervasiva nel comparto dei viaggi e della mobilità passeggeri. La combinazione delle rotte aeree di easyJet con l’offerta di MSC Crociere, il trasporto marittimo di Grandi Navi Veloci (GNV) e Snav, e la partecipazione del 49% nell’alta velocità ferroviaria di Italo consentirebbe la creazione di un ecosistema intermodale inedito.

L’obiettivo strategico, evidenziato dalle fonti di stampa, sarebbe la replica su scala continentale di un modello di turismo integrato simile a quello storicamente attuato dal gruppo tedesco TUI, capace di gestire internamente il cliente dal volo alla cabina, fino al trasferimento su rotaia.

Verso la scadenza del 26 giugno

L’indiscrezione lanciata dal Corriere della Sera1 trova spazio in un quadro temporale molto ristretto. In conformità con le regole sui contratti di acquisizione del mercato del Regno Unito (UK Takeover Rules), Castlelake dispone di tempo fino al 26 giugno 2026 per formalizzare una proposta vincolante o annunciare il proprio ritiro.

Sebbene i primi riscontri informali abbiano registrato la consueta prudenza da parte dei soggetti interessati e le smentite di rito tipiche delle fasi preliminari di negoziazione, l’asse transatlantico tra il private equity di Minneapolis e la capacità industriale di MSC rappresenta al momento la chiave di volta tecnica per trasformare l’interesse per easyJet in un’operazione concreta.

  1. Corriere della Sera, articolo di Leonard Berberi, da questo link ↩︎