Aeroporti

Grazzanise: può essere solo la “Brescia del Sud”

Il dibattito sul futuro aeroportuale della Campania è rimasto per decenni ostaggio di una narrazione suggestiva ma incompleta: l’idea che l’aeroporto di Grazzanise potesse essere il naturale successore di Napoli-Capodichino.

Tuttavia, alla luce delle variabili emerse con il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035, questa visione appare superata. Se Napoli necessita di decongestionare il traffico, la soluzione non risiede in una semplice migrazione di voli, ma in una tripartizione funzionale dove Grazzanise rappresenta l’unico tassello logico per il cargo e solo in futuro per il lungo raggio. Per i prossimi anni, sarà Salerno l’aeroporto della Campania, meglio interconnesso.

L’errore di valutazione: Pista vs Intermodalità

Storicamente, si è puntato tutto sulla “potenza” della pista di Grazzanise (3.000 metri di asfalto militare), dimenticando che un aeroporto moderno è un organismo che vive di connessioni. La distanza da Napoli non sarebbe un problema insormontabile se esistessero i “nervi” del trasporto, ma la realtà attuale è critica:

Il Modello Brescia-Montichiari: L’unica applicazione logica

Se Grazzanise non può competere con Salerno per i passeggeri, può però diventare l’hub strategico per le merci, ricalcando il successo di Brescia-Montichiari nel Nord Italia.

Mentre Capodichino è “soffocato” dall’urbanizzazione, Grazzanise ha lo spazio fisico per grandi hub logistici e la lunghezza di pista necessaria per i wide-body (Boeing 777 o Airbus A350) carichi di merci o destinati a rotte intercontinentali. In questo schema, il tempo di percorrenza su gomma diventa una variabile più accettabile rispetto al settore passeggeri, purché supportata da investimenti infrastrutturali mirati.

Il nodo degli investimenti e il rischio “Cattedrale nel Deserto

La sfida è ora economica. È ragionevole ipotizzare che i colossi della logistica internazionale non scommetteranno su Grazzanise finché lo Stato non garantirà le opere di accesso. Senza un’uscita autostradale dedicata e un raccordo merci, il rischio è quello di avere una pista d’eccellenza che i grandi player eviteranno a favore di hub più accessibili, come Fiumicino o quelli del Nord.

Grazzanise non deve essere l’alternativa a Napoli o Salerno, ma il loro completamento industriale: un “porto secco” dell’aria capace di attrarre quel cargo pesante che oggi la Campania non può gestire.