Idrogeno

Le “Hydrogen Valley” di Veneto e Trentino alto Adige

Il Veneto e il Trentino-Alto Adige consolidano la propria posizione nella transizione energetica nazionale attraverso due progetti speculari focalizzati sull’idrogeno verde.

L’obiettivo comune è la creazione di una filiera corta: produrre energia da fonti rinnovabili, convertirla in idrogeno e impiegarla direttamente per alimentare il trasporto pubblico locale e non solo, a zero emissioni.

Mestre

A Mestre, il fulcro dell’operazione è la collaborazione con Eni, che presso la stazione di servizio Eni Live produce e mette a disposizione l’idrogeno necessario alla mobilità urbana. Il progetto non si limita al trasporto pubblico: se da un lato alimenta la flotta di autobus dell’azienda veneziana Actv, dall’altro apre l’infrastruttura anche ai privati e ai mezzi del car sharing, promuovendo una diffusione capillare della tecnologia.

Green Hydrogen Venezia a Marghera

L’espansione della produzione di idrogeno a Mestre troverà il suo fulcro nell’Hub dell’Idrogeno Verde di Porto Marghera, un progetto sviluppato dalla joint venture Green Hydrogen Venezia tra Eni e Magis. L’iniziativa prevede la realizzazione di un impianto da 8 MW capace di generare circa 1.700 kg di idrogeno verde al giorno, che verrà trasportato tramite un idrogenodotto dedicato alla stazione di rifornimento di via dei Petroli. Questa infrastruttura sarà fondamentale per alimentare la flotta di 94 autobus a idrogeno di AVM/Actv, il cui completamento è previsto entro l’estate 2026.

Bolzano

In Alto Adige, la strategia è guidata da una cordata pubblica che vede protagonisti SASA, Alperia e la Provincia Autonoma di Bolzano. Il progetto, denominato Hydrogen Adige Valley (HAV) e pronto all’inaugurazione prima dell’estate, beneficia di un investimento di 35 milioni di euro dal PNRR. L’obiettivo è rendere la mobilità locale autonoma e indipendente dai combustibili fossili attraverso un’integrazione verticale innovativa.

Hydrogen Adige Valley (HAV) a Bolzano (anche foto di cortina)

L’infrastruttura tecnologica e il ciclo chiuso

Il cuore del progetto è un nuovo impianto di produzione di idrogeno da 2 MW a Bolzano Sud, capace di generare almeno 430 kg di idrogeno verde al giorno. L’energia necessaria all’elettrolisi sarà fornita da un parco fotovoltaico dedicato da 1,5 MWp, installato in modo innovativo sopra un parcheggio per autobus per evitare il consumo di suolo. Questa sinergia alimenterà una flotta di oltre 30 autobus a impatto zero, di cui 13 dotati di sistema ibrido a cella a combustibile e batteria.

Resilienza operativa in contesti alpini

L’esperienza decennale di SASA, pioniera nel settore già dal 2013, permette oggi di impiegare mezzi a emissioni zero anche su tratte extraurbane complesse. Un esempio è la linea Bolzano-Merano, dove gli autobus coprono turni operativi superiori ai 400 km giornalieri. La strategia mira a estendere questo modello anche alle zone montane e periferiche, favorendo un turismo a basso impatto ambientale e dimostrando l’efficacia delle tecnologie a idrogeno anche in condizioni climatiche e orografiche difficili.

Una filiera industriale nazionale

L’Hydrogen Adige Valley si distingue per il coinvolgimento di un’importante filiera italiana. L’elettrolizzatore, componente centrale dell’impianto, è prodotto dalla IMI Remosa di Cagliari, mentre la costruzione dei siti e delle stazioni di rifornimento di Bolzano e Merano vede la collaborazione di partner come Strabag, IIT Hydrogen, Wolftank e Gemmo.