Entry-Exit System (EES)
EES, UE rassicura: “Sistema operativo, rallentamenti sono casi isolati”
Un portavoce della Commissione Europea, interpellato da WEtravel NEWS, ha commentato l’entrata a pieno regime dell’Entry-Exit System (EES) in seguito ai rallentamenti registrati in alcuni scali europei.
Bruxelles ha definito le code e i ritardi che hanno interessato in particolare i passeggeri britannici come criticità circoscritte e fisiologiche, legate al debutto di una nuova infrastruttura tecnologica su larga scala. Nonostante i disagi segnalati in alcuni hub, la Commissione ha confermato la solidità del sistema, descrivendolo come il modello di gestione delle frontiere più avanzato al mondo, ribadendo che l’EES, rappresenta ora un pilastro fondamentale per la sicurezza dei confini esterni, precisando che eventuali inconvenienti tecnici iniziali sono in fase di risoluzione da parte delle autorità nazionali.
I numeri del sistema: sicurezza e rapidità
I dati ufficiali forniti dalla Commissione sembrano supportare questa visione di efficienza complessiva. Dalla fase di introduzione graduale nell’ottobre 2025, i risultati sono stati significativi:
- 52 milioni di transiti registrati complessivamente.
- 27.000 respingimenti effettuati alla frontiera.
- 700 minacce alla sicurezza identificate con precisione.
Sul fronte della fluidità, la Commissione rivendica tempi di lavorazione medi di soli 70 secondi per passeggero, un tempo considerato estremamente contenuto a fronte dell’alto valore aggiunto per la protezione dell’area Schengen.
Le criticità negli hub e i voli partiti vuoti
La realtà sul campo ha però mostrato alcune crepe nel debutto del sistema, evidenziando una discrepanza tra le medie dichiarate da Bruxelles e l’esperienza vissuta in alcuni dei principali hub europei. Negli ultimi giorni, diversi aeroporti hanno riportato situazioni di forte criticità, con passeggeri britannici, ora soggetti ai controlli biometrici come cittadini extra-UE, rimasti bloccati per ore davanti ai nuovi chioschi digitali.
A causa dei prolungati tempi di elaborazione, alcuni voli sono decollati con meno della metà dei passeggeri a bordo, impossibilitati a raggiungere il gate in tempo nonostante l’ampio anticipo. Questi rallentamenti, causati da un mix di bug tecnici del software, dalla necessità di completare le registrazioni biometriche dei viaggiatori con procedure “manuali” e, in alcuni casi, da una carenza di personale di terra della Polizia di Frontiera, hanno messo a dura prova la resilienza degli scali più trafficati.
Gestione delle emergenze e flessibilità
Un portavoce della Commissione ha risposto specificando che le autorità nazionali stanno affrontando questi nodi grazie alle procedure di fall-back (soluzioni di emergenza) previste dal regolamento EES. Bruxelles ha inoltre ricordato che la responsabilità operativa e il dispiegamento di personale sufficiente spettano esclusivamente ai singoli Stati membri.
In vista della stagione estiva, il sistema include meccanismi di flessibilità per garantire la fluidità del traffico. “La Commissione resterà in stretto contatto con gli Stati membri“, ha concluso il portavoce, sottolineando che l’obiettivo resta l’equilibrio tra la rigida sicurezza dei confini e la necessità di garantire viaggi regolari per i milioni di turisti attesi nei prossimi mesi.
Dichiarazione integrale
“Since last week, the Entry-Exit System is fully operational across all Schengen countries. Europe now has the most modern IT Border System in the world. The core purpose of the new system is to make our borders more secure and protect EU citizens. And we see already very good results: Since its introduction (in October 2025), more than 52 million entries and exits were registered, as well as over 27,000 refusals of entry, of which almost 700 persons were identified as posing a security threat to the Union. What we can see from the first days of full operation is that the system is working very well. In the overwhelming majority of Member States there are no issues. We see e.g. rapid processing times of a bit over one minute for full first time registrations. There are a few Member States where technical issues have been detected – as can be expected in the first days of full operation of any major new system. They are being addressed by Member State authorities also thanks to the fall-back procedures allowed under EES rules. While the Commission will continue providing the necessary support, it is up to Member States’ to ensure the proper implementation of the EES on the ground. The Commission remains in close contact with Member States on the implementation of the EES. On fluidity of the system and in-built flexibility: With the EES functioning at full capacity, registering a traveller takes on average only 70 seconds. This is a very short time period for non-EU citizens considering the high added value of entering the EU. In addition, the EES rules foresee flexibility to ensure border fluidity, in particular in view of the next summer. And there are fall-back solutions that Member States can rely on if needed. Border fluidity should also be ensured by the Member States by providing enough resources and personnel at heavy-traffic border crossing points.“