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Scarsità di jet fuel: l’allarme di ACI Europe
ACI Europe, l’associazione che rappresenta oltre 500 aeroporti in 55 Paesi, ha inviato una lettera urgente alla Commissione Europea avvertendo che, senza un intervento immediato, le scorte di carburante per l’aviazione potrebbero esaurirsi in molti hub europei entro le prossime tre settimane.
Al centro della preoccupazione c’è l’instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz, rotta vitale attraverso cui transita oltre il 60% del cherosene destinato al mercato europeo, proveniente dalle raffinerie del Golfo Persico.
Un sistema logistico al limite
Nella missiva indirizzata ai commissari per l’Energia e i Trasporti, ACI Europe sottolinea come l’attuale modello di approvvigionamento “just-in-time” degli aeroporti non sia strutturato per reggere interruzioni prolungate delle rotte marittime.
La carenza non è ancora totale, ma i segnali di sofferenza sono evidenti: diversi scali hanno già iniziato ad attuare protocolli di razionamento precauzionale, chiedendo alle compagnie aeree di imbarcare il massimo carico possibile negli scali extra-europei (fuel tankering) per non prosciugare le riserve locali.
Le richieste alla Commissione: monitoraggio e flessibilità
L’associazione dei gestori aeroportuali non si limita all’allerta, ma traccia una road map di interventi d’emergenza necessari per evitare il blocco del traffico aereo:
- Monitoraggio centralizzato: La creazione di una “cabina di regia” comunitaria che mappi in tempo reale le giacenze di cherosene in ogni Stato membro, permettendo una ridistribuzione strategica delle risorse.
- Sospensione temporanea dei mandati SAF: Una delle richieste più discusse riguarda la deroga ai vincoli di ReFuelEU. ACI Europe chiede di sospendere l’obbligo di miscelazione con carburanti sostenibili (SAF) per eliminare i colli di bottiglia logistici e burocratici, consentendo l’uso immediato di qualsiasi lotto di cherosene tradizionale disponibile.
- Acquisti collettivi: Sulla falsariga di quanto fatto per il gas naturale, si ipotizza l’attivazione di piattaforme di acquisto congiunto a livello UE per negoziare forniture straordinarie da mercati alternativi (come Stati Uniti e Africa) con maggiore potere contrattuale.
Il rischio per la stagione estiva
Il tempismo dell’allarme è critico: con l’avvicinarsi dell’alta stagione, un eventuale esaurimento delle scorte porterebbe a cancellazioni di massa e a un aumento vertiginoso dei costi dei biglietti.
Secondo ACI Europe, la continuità operativa del settore è a rischio. La palla passa ora a Bruxelles: la Commissione dovrà decidere se concedere le deroghe normative richieste, bilanciando l’esigenza di sicurezza energetica con gli impegni di transizione ecologica del Green Deal. Ciò che appare certo è che, senza una risposta coordinata, il cielo europeo potrebbe farsi molto più vuoto nelle prossime settimane.