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dnata completa l’integrazione in Italia
Il panorama dell’handling aeroportuale italiano segna un passaggio storico, seppur ampiamente previsto. Il colosso di Dubai dnata, fornitore globale di servizi aerei e di viaggio, ha annunciato il completamento dell’integrazione delle sue attività italiane nell’organizzazione globale del gruppo.
Da questo momento, tutte le operazioni precedentemente condotte sotto il marchio Airport Handling opereranno ufficialmente sotto il brand unico dnata.

L’operazione non riguarda solo il cambio delle insegne e delle divise negli scali di Milano (Malpensa e Linate) e Roma Fiumicino, ma sancisce il passaggio alla proprietà integrale (100%) del pacchetto azionario. Tuttavia, l’enfasi con cui molte testate hanno riportato la notizia rischia di generare confusione su chi abbia effettivamente gestito gli scali milanesi negli ultimi dieci anni.

Dove sbaglia la stampa: il mito della “nuova acquisizione”
Molte testate giornalistiche hanno presentato l’operazione come un passaggio di consegne attuale, suggerendo che dnata abbia assunto il controllo degli scali di Milano solo di recente. Si tratta di un’imprecisione tecnica e storica.
- Il controllo risale al 2016: dnata è entrata in Airport Handling nel 2014, assumendone il controllo operativo e di maggioranza (70%) già nel marzo 2016. Da allora, le decisioni strategiche, la governance e la gestione industriale sono state saldamente in mano al management di Dubai.
- Non un inizio, ma un consolidamento: Presentare dnata come un “nuovo padrone” è fuorviante. L’annuncio odierno riguarda la finalizzazione dell’acquisizione del restante 30% delle quote (precedentemente in mano a soci di minoranza locali) e, soprattutto, un’operazione di rebranding.
- Confusione tra marchio e società: Spesso i media confondono la scomparsa del nome “Airport Handling” con un cambio di proprietà avvenuto ora. In realtà, il marchio locale è stato mantenuto per anni per ragioni di continuità territoriale, ma l’azienda era già a tutti gli effetti una sussidiaria del gruppo Emirates.
I numeri di un colosso in Italia
L’integrazione definitiva posiziona l’Italia come uno dei pilastri strategici di dnata in Europa. I numeri confermano una presenza capillare che va ben oltre la semplice assistenza a terra:
- Operazioni: Circa 150.000 voli assistiti ogni anno per oltre 60 compagnie aeree clienti.
- Personale: Oltre 5.000 dipendenti diretti sul territorio nazionale.
- Catering: La divisione Catering & Retail produce più di 7 milioni di pasti all’anno in 11 aeroporti italiani.
- Espansione a Roma: Nel 2025, dnata ha esteso la sua presenza a Roma Fiumicino, raddoppiando di fatto il proprio footprint operativo nel Paese.
Investimenti e futuro: il nuovo polo Cargo a Malpensa
Parallelamente al rebranding, dnata ha confermato un investimento di 25 milioni di euro per il potenziamento della capacità cargo a Milano Malpensa. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova struttura logistica avanzata che creerà oltre 150 nuovi posti di lavoro.
L’obiettivo dichiarato da Clive Sauvé-Hopkins, CEO di dnata per le operazioni aeroportuali, è quello di allineare completamente l’Italia ai sistemi e agli standard globali del gruppo. Questo permetterà una maggiore efficienza operativa e una coerenza di servizio che il marchio locale, ormai considerato superato nelle strategie globali, non poteva più rappresentare.
In conclusione, l’addio al nome Airport Handling non è l’inizio di una nuova era, ma la logica conclusione di un processo iniziato nel 2014. dnata smette di essere un “investitore strategico” per diventare l’unico volto visibile dell’handling a Milano e Roma, uniformando l’Italia al resto del suo network mondiale che conta oltre 120 aeroporti.