"Guerra" USA/Israele-Iran
L’analisi Scope Ratings sull’impatto del conflitto per i vettori…
Il settore del trasporto aereo in Europa si trova ad affrontare una nuova fase di “turbolenza dei costi”. Secondo l’ultimo report di Scope Ratings, l’estensione e la durata del conflitto in Medio Oriente condizioneranno l’affidabilità creditizia dei vettori continentali agendo su tre leve critiche: il prezzo del carburante, la stabilità delle rotte e l’inflazione dei costi operativi non legati al fuel.
Se un’interruzione di breve durata potrebbe essere assorbita dalle attuali strategie di hedging e dalla disciplina sulla capacità, un conflitto protratto rischierebbe di erodere i margini operativi, colpendo in modo eterogeneo i diversi modelli di business.
Il peso dello spazio aereo e delle rotte verso l’Asia
Il conflitto tra Israele e Iran ha amplificato le pressioni logistiche già esistenti. La chiusura dello spazio aereo iraniano si somma a quella russa, imponendo ai vettori rotte ancora più lunghe verso l’Asia meridionale e orientale. Questo si traduce in un aumento dei tempi di volo e, di conseguenza, in una maggiore necessità di equipaggi, manutenzione e rifornimenti.
Queste dinamiche, incrociate con le persistenti difficoltà nella catena di approvvigionamento dei velivoli, limitano la flessibilità dei network. Di conseguenza, le traiettorie dei rating rimangono tra stabili e negative, riflettendo un’elevata vulnerabilità a shock esterni.
Network Carrier a confronto: IAG vs Lufthansa e Air France-KLM
L’analisi di Scope Ratings evidenzia una divergenza significativa tra i grandi gruppi europei. I vettori con un network sbilanciato verso l’Atlantico, come IAG (British Airways e Iberia), appaiono meglio posizionati grazie a una forte liquidità e a una minore esposizione verso le aree di crisi. Tuttavia, anche il traffico transatlantico rimane sensibile alle incertezze della politica commerciale statunitense e al possibile rallentamento della crescita economica globale.
Al contrario, il Gruppo Lufthansa e Air France-KLM subiscono una pressione maggiore a causa della loro storica e massiccia presenza sui mercati asiatici e mediorientali. Per questi player, la deviazione delle rotte rappresenta un costo strutturale difficile da mitigare nel breve periodo.
La posizione dei vettori low-cost
Per quanto riguarda i player specializzati nel corto e medio raggio intra-europeo, come Ryanair, easyJet e Wizz Air, l’impatto del conflitto appare meno drammatico ma comunque rilevante. Oltre al rincaro del carburante, queste compagnie devono monitorare le possibili interruzioni dei viaggi nel Mediterraneo orientale e un potenziale calo della fiducia dei consumatori europei verso le destinazioni limitrofe alle aree di crisi.
Azza Chammem, Associate Director di Scope Ratings, osserva che il settore ha iniziato l’anno con bilanci più solidi e una capacità normalizzata rispetto al rimbalzo post-pandemico. Tuttavia, il contesto operativo era già difficile prima delle recenti escalation. I costi legati alla conformità ambientale e alle spese logistiche sono cresciuti del 2-4% negli ultimi trimestri, riducendo preventivamente i margini di manovra dei vettori.
Il monitoraggio delle coperture sul carburante, dell’affidabilità degli schedulati e della tenuta dei costi unitari sarà determinante per valutare la tenuta del settore nei prossimi mesi del 2026.
Scope-Ratings_Airlines-outlook_research_March26Fonte: Scope Ratings