Sukkoy SuperJet
Test in Artico per lo Yakovlev SJ-100: una tappa…
Lo Yakovlev SJ-100 con numero di serie 97023 ha completato nei giorni scorsi un volo di trasferimento di circa 1.200 km, decollando da Zhukovsky con destinazione Arkhangelsk. La missione è stata dedicata a una serie di test obbligatori in condizioni di formazione di ghiaccio naturale, una prova fondamentale per la validazione della nuova configurazione del velivolo.
Questo passaggio segna una tappa essenziale per il programma “import-substituted” di Yakovlev, nato originariamente dalla collaborazione tra l’allora Sukhoi Civil Aircraft e l’italiana Alenia Aermacchi (ora Leonardo) attraverso la joint venture SuperJet International, e ora oggetto di una profonda revisione tecnologica.
L’Airbus A220: consolidamento e prospettive di espansione
Mentre il programma russo prosegue la sua fase di messa a punto, l’Airbus A220 continua a confermarsi come uno dei pilastri globale del segmento dei 100 posti, insieme all’E190 e E195 della brasiliana Embraer.
Nato dal progetto canadese di Bombardier CSeries, il velivolo occupa oggi una posizione di leadership, avendo colmato in modo naturale il vuoto lasciato dall’Airbus A319, che non ha visto il successo sperato con la versione neo.
Nonostante le sfide industriali che stanno interessando l’intera catena di fornitura aeronautica, la domanda per l’A220 rimane solida. Airbus ha introdotto la cabina “Airspace” per elevare l’esperienza passeggero ed accomunarla a quella dei più grandi A320neo ed A321neo.
Ma sta anche lavorando ad una versione High density che dovrebbe vedere luce nel 2027 e potrebbero esserci sviluppi concreti riguardanti una possibile versione “stretch” (l’A220-500), mirata a consolidare ulteriormente il dominio nel segmento.
La sfida dell’SJ-100: la corsa verso l’operatività
Per lo Yakovlev SJ-100, il 2026 si configura come un anno decisivo. Il programma di “sostituzione delle importazioni” mira a rendere il velivolo indipendente dalla componentistica occidentale, integrando i nuovi motori PD-8 e sistemi avionici di produzione russa.
I test condotti ad Arkhangelsk sono finalizzati a verificare la sicurezza del velivolo in condizioni meteorologiche avverse, un requisito indispensabile prima dell’avvio delle consegne seriali.
L’SJ-100 è oggi un asset strategico per la connettività regionale russa, pensato per operare in un contesto di isolamento tecnologico che rende impossibile l’approvvigionamento di ricambi per i velivoli occidentali attualmente in flotta.
Due mercati, due realtà divergenti
La distanza tra i due programmi è profonda. L’A220 è una piattaforma integrata in un ecosistema di aviazione civile globale, caratterizzata da standard di interoperabilità, assistenza post-vendita capillare e una continua evoluzione tecnologica.
Lo Yakovlev SJ-100 opera invece in una dimensione di resilienza industriale. È doveroso sottolineare che, anche prima del 2022, il progetto — afflitto da inefficienze e problemi tecnici che ne hanno limitato la diffusione europea — non era riuscito a competere con i colossi Airbus e Boeing.
Oggi, con la completa revisione per adattarlo a componenti esclusivamente russe, le prospettive internazionali appaiono ulteriormente ridotte. La certificazione da parte delle autorità di regolamentazione occidentali (EASA/FAA) rimane, allo stato attuale, preclusa, rendendo impossibile l’impiego del velivolo nei cieli europei e americani e in tutti i paesi che stanno sanzionando la Russia.
Per lo Yakovlev SJ-100, il banco di prova principale resta la capacità di dimostrare l’affidabilità della nuova configurazione entro i confini russi e nei mercati geopoliticamente affini.