Lufthansa
Lufthansa e le sue “Regine” tra cieli e centenari
Ci sono aerei che, più di altri, hanno il potere di fermare il tempo. Quando immagino di vedere il Boeing 747-8, la storica “Regina dei Cieli“, atterrare sulla pista centrale di Francoforte con la livrea del centenario di Lufthansa, non posso fare a meno di sentire quel brivido che solo i grandi miti sanno regalare. È stato per anni l’aereo dei miei sogni, un simbolo di epoche in cui volare era ancora una promessa di scoperta pura.
Eppure, guardandolo oggi, mi rendo conto che il mio cuore ha cambiato rotta. Da diversi anni, il trono dei miei desideri è passato all’Airbus A380. È una questione di linee, di percezioni: trovo che l’A380 vesta la livrea del centenario con un’eleganza superiore, grazie alle sue forme così uniformi, così morbide, che sembrano accarezzare il cielo anziché solo attraversarlo. È un’opinione soggettiva, certo, forse un limite dello sguardo di chi ama l’aviazione non solo per la tecnica, ma per l’estetica del movimento.


Un omaggio alla storia
Il 747-8 “Niedersachsen”, con la sua registrazione D-ABYN, è appena rientrato dalla California per unirsi a questa flotta celebrativa. Vederlo spiccare il volo verso Los Angeles, dopo essere passato per le officine di San Bernardino, è un promemoria di quanta strada abbia fatto Lufthansa in questi cento anni. Con lui, la collezione di aerei che portano sui fianchi il marchio XXL della gru sale a sei unità, affiancandosi a giganti come l’A380, l’A350, il Boeing 787-9 e gli agili Airbus A320neo.

L’attesa dell’ultima musa
Il viaggio celebrativo non si fermerà qui. Nell’autunno del 2026, sarà un Airbus A350-1000 a ricevere il design definitivo, chiudendo il cerchio come settimo e ultimo ambasciatore di questo centenario.
Mentre attendiamo di vedere l’ultimo capitolo di questa flotta, continuo a preferire la maestosità gentile dell’A380, ma con un rispetto immutato per quella Regina che ha segnato l’infanzia di ogni appassionato.
Perché, in fondo, che si tratti della mole rassicurante dell’A380 o della silhouette inconfondibile del 747, ciò che conta è l’emozione che resta quando il carrello si stacca da terra e quel logo, così grande e fiero, inizia a sfidare le nuvole.