AENA
In viaggio con il girasole Venezia Barcellona e ritorno
Cronaca di un’esperienza reale tra disabilità nascoste e necessità di riconoscimento. Un volo di andata con Ryanair, per accontentare una mia amica e collega e il ritorno con Vueling. In entrambi i casi, non senza sorprese.
Il panorama del trasporto aereo contemporaneo si muove su un doppio binario: da un lato l’estrema ottimizzazione dei costi e degli spazi, dall’altro l’implementazione di protocolli per l’inclusività. Un recente viaggio sulla direttrice Venezia-Barcellona ha permesso di analizzare come questi due mondi interagiscano, mettendo alla prova l’efficacia del “Laccetto Girasole” (Hidden Disabilities Sunflower) e i servizi tecnologici di bordo (fuori tema ma è parte dell’esperienza).
L’andata: Il fattore umano nel modello Ryanair
Il volo d’andata, operato da Ryanair da Venezia (VCE) a Barcellona (BCN), si è presentato con le caratteristiche tipiche del vettore ultra-low-cost: un’organizzazione operativa impeccabile sotto il profilo della puntualità e della gestione dei flussi, ma con limiti strutturali evidenti nel comfort dei passeggeri, dovuti a sedute rigide e spazi ridotti.
In questo contesto, la variabile determinante è stata il riconoscimento della disabilità invisibile. All’aeroporto di Venezia, il personale di terra di SAVE, ha identificato immediatamente il laccetto girasole, facilitando le operazioni preliminari. Una volta a bordo, nonostante la configurazione “minimal” dell’aeromobile, l’attenzione degli assistenti di volo è stata costante. Il personale ha dimostrato una formazione specifica, intercettando visivamente il simbolo e garantendo un’assistenza che ha mitigato sensibilmente lo stress derivante dalla scomodità fisica del mezzo.
Il ritorno: Tecnologia e discontinuità nel servizio a terra
Il rientro con Vueling ha offerto uno scenario differente, spostando l’attenzione dall’assistenza umana alla connettività digitale. Il vettore ha integrato a bordo il Wi-Fi di Viasat, un servizio che si sta rivelando un asset strategico per la customer experience.
Con una spesa di 4,50 euro, la qualità della connessione si è dimostrata superiore alle medie di settore, permettendo l’effettuazione di videochiamate tramite FaceTime senza interruzioni significative. Per un passeggero con necessità specifiche, la possibilità di mantenere un contatto visivo e costante con l’esterno non rappresenta solo un passatempo, ma uno strumento di gestione dell’ansia e del benessere psicologico durante il volo.
Non è il mio caso, ma non avete idea di quanto mi sia divertito! Grazie Vueling!
Tuttavia, il viaggio di ritorno ha evidenziato una lacuna di Aena e dell’aeroporto di Barcellona-El Prat. A differenza di quanto accaduto a Venezia, il personale di terra spagnolo non ha riconosciuto il laccetto girasole, ma mostrando il tesserino disabile mi ha immediatamente accolto, ad esempio facendomi salire per primo in aereo, senza dover stare in coda, non potendo far la coda in piedi!
Questa mancanza di uniformità nei protocolli tra i diversi hub europei crea però una zona d’ombra nell’autonomia del viaggiatore, rendendo l’esperienza di transito imprevedibile nonostante il possesso dei requisiti di assistenza.
Analisi del riconoscimento: Aeroporti e Compagnie
L’efficacia del programma Sunflower dipende oggi da una rete in crescita ma non ancora universale. Di seguito una sintesi dello stato attuale del riconoscimento:
| Categoria | Entità che aderiscono e formano il personale |
| Aeroporti Italiani | Venezia (VCE), Roma (FCO/CIA), Milano (MXP/LIN), Napoli (NAP), Olbia (OLB) ed altri. |
| Aeroporti Esteri | Rete totale nel Regno Unito, vari hub negli USA e Nord Europa. |
| Compagnie Aeree | Ryanair, EasyJet, British Airways, Turkish Airlines, Vueling ed altre. |
La visibilità dell’invisibile
L’esperienza conferma che il laccetto girasole assolve alla sua funzione primaria: rendere visibile una condizione non evidente, attivando protocolli di cortesia e assistenza che migliorano la qualità del viaggio.
Solo un’omogeneità totale tra i gestori aeroportuali (come tra Venezia e Barcellona) potrà garantire un’esperienza di viaggio realmente accessibile e priva di barriere comunicative.
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