Aeroporto di Salerno QSR
Salerno: l’infrastruttura c’è, la strategia no. Decollo a metà
Mentre si attendono i binari della ferrovia e i nuovi bus, lo scalo salernitano soffre di un isolamento non solo fisico, ma soprattutto promozionale. Se Gesac ha aperto la pista, il territorio sembra aver dimenticato di invitare gli ospiti.
L’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi e del Cilento (QSR) rischia di diventare il monumento al paradosso italiano: un’opera tecnicamente pronta, ma commercialmente orfana. Mentre Napoli Capodichino continua ad annunciare rotte a ritmi frenetici, lo scalo salernitano resta avvolto in un’attesa densa di alibi e povera di visioni.
Gli Alibi: La Ferrovia che Non C’è, la Nuova Aerostazione Non C’è
Il coro dei critici è unanime: “Salerno non decolla perché mancano i collegamenti“. È vero, la stazione sulla linea Tirrenica è ancora un progetto sulla carta e il servizio di trasporto su gomma è lontano dagli standard di un hub internazionale.
Ed ancora “l’aerostazione attuale non è adeguata”. E’ vero l’aerostazione attuale è piccola e può gestire piccoli volumi, 2 voli all’ora in media, ma stiamo parlando di un piccolo aeroporto appena nato che non deve gestire grandi volumi.
Ma la storia dell’aviazione insegna che è la domanda a generare l’offerta: se ci fossero voli frequenti e stabili, i pullman delle compagnie private farebbero la fila fuori dal terminal e i cantieri ferroviari subirebbero la pressione di una necessità reale, non solo politica. Usare la mancanza del treno come giustificazione per il vuoto dei voli è come pretendere che arrivi l’acqua prima di aver scavato il pozzo.
Ryanair ha cancellato Torino, ma non Vienna e Londra, mentre Volotea ripropone due destinazioni francesi la prossima estate. Questo significa che Vienna e Londra continuano ad avere un margine soddisfacente, lo stesso vale per Volotea.
Ma se Volotea e Ryanair, continuano a mantenere una piccola connettività, easyJet e British Airways hanno fatto dietro-front, sono due macro modelli ben distinti: Ryanair e Volotea vendono principalmente voli, easyJet con easyJet Holidays e British Airways con BA Holidays, vendono principalmente la “destinazione” come pacchetto. Per spiegare meglio come questa differenza non sia un dettaglio, vi rimando al capitolo successivo.
Il Vuoto di Marketing: Chi Conosce Salerno?
Il vero nodo, però, non è nelle rotaie, ma nella promozione. Mentre albergatori, associazioni di categoria ed enti locali si lamentano della scarsa attrattività dello scalo, sorge una domanda spontanea: cosa è stato fatto per promuovere Salerno come destinazione internazionale?
La risposta è amara: poco o nulla. Per un turista a Londra, Parigi o Berlino, la Campania è Napoli. Se nessuno spiega ai mercati esteri che atterrare a Salerno significa trovarsi a 25 minuti dai templi di Paestum, 30 dalla Costiera Amalfitana, 45 da Pompei ed Ecolano, 35 dalla Costiera Cilentama e quibndi ad un passo dal Cilento e alle porte della Basilicata, i motori di ricerca continueranno a dirottare tutti su Capodichino (NAP). In questo scenario, l’unico attore che ha realmente mosso i primi passi è stata la Gesac. Il gestore ha “apparecchiato la tavola“ portando i primi vettori, ma non può sostituirsi agli enti del turismo per riempire i piatti.
Gli albergatori hanno promosso la destinazione alle fiere di settore, ma lo hanno fatto anche alle compagnie aeree? Hanno o sono in grado si soddisfare le richieste e gli standard dei grandi tour operator?
La Solitudine di Gesac e la Pigrizia del Territorio
È troppo comodo aspettare che i turisti “cadano dal cielo” solo perché la pista è stata allungata. Un vettore come British Airways o EasyJet sceglie una rotta se il territorio collabora, se gli hotel garantiscono accessibilità, se esiste un marketing coordinato. Oggi il Costa d’Amalfi vive in un isolamento comunicativo: manca un portale unico, mancano pacchetti integrati, manca una narrazione che venda l’Area Vasta (Salerno-Potenza-Cosenza) come una porta d’accesso privilegiata e meno caotica di Napoli.
Attrattività vs Comodità
C’è chi sostiene che Salerno abbia un’attrattività inferiore a Napoli. È vero per chi cerca il caos vitale di Spaccanapoli, ma è falso per chi vuole la Costiera, il Cilento o la Basilicata. Salerno ha un potenziale di “comodità” immenso che non viene sfruttato. Senza servizi su gomma potenziati subito e una promozione aggressiva che punti sulla facilità di accesso alle bellezze del Sud, lo scalo rimarrà sempre la “ruota di scorta” di Capodichino.
Conclusione: Oltre la Logica dei Lamenti
Il tempo delle lamentele degli albergatori e delle rassicurazioni di facciata deve finire. Salerno non ha bisogno di altri alibi, ma di una strategia di destinazione. Se il territorio non comincia a investire seriamente nel promuovere se stesso come “Aeroporto del Sud Italia”, la pista del Costa d’Amalfi rimarrà solo una bellissima striscia di asfalto nel deserto delle idee. Il rischio è che Napoli scoppi di passeggeri e Salerno muoia di potenziale inespresso. E questa volta, la colpa non sarà di chi gestisce lo scalo, ma di chi non ha saputo raccontarlo al mondo.
Associazioni come flySalerno e la stessa WEtravel NEWS, quest’ultima già ha un dialogo costruttivo con Gesac, non devono essere lasciate sole nel promuovere Salerno, serve una cabina di regia tra tutti gli stakeholders, che potrebbe iniziare con un incontro al MIT, il primo è saltato, ma che deve poi proseguire, con azione concrete.
La Regione ha attualmente come presidente un napoletano DOC di Posillipo. Il precedente era un salernitano, che ha sbloccato una situazione di “campanile” che voleva in “ogni cosa” mettere al primo posto Napoli e dimenticare Salerno. Ora che la Regione può giocare un ruolo chiave con il MIT per esentare l’aeroporto dall’addizionale comunale, rendendolo molto più attrattivo. Rischiamo l’isolamento di Salerno, che potrebbe nuovamente sbloccarsi se il nuovo sindaco di Salerno…