Aeroporto di Salerno QSR
Fico vs De Luca all’ombra del “Costa d’Amalfi”
Non è solo una questione di voli o di asfalto. Lo stallo dell’aeroporto di Salerno sta diventando il terreno di uno scontro ideologico e geopolitico tra la “sobrietà” napoletana di Roberto Fico e il “decisionismo” salernitano di Vincenzo De Luca.
Se la politica fosse una partita a scacchi, la Campania starebbe vivendo una delle sue fasi più complesse. Al centro della scacchiera c’è l’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi e del Cilento, un’infrastruttura che oggi non attende solo passeggeri, ma soprattutto una direzione politica chiara. Una direzione che sembra faticare a trovarsi nel passaggio tra il vecchio e il nuovo corso regionale.
Metodo contro Personalismo: Il Conflitto di Stile
Il nuovo Presidente della Regione, Roberto Fico, ha portato a Palazzo Santa Lucia un approccio “orizzontale“. La sua è una politica di mediazione e sicuramente silenziosa, c’è chi dice “assente”, fatta di tabelle di marcia tecniche e sostenibilità economica, come da “manuale operativo” del Movimento 5 stelle. Per il momento Fico ha detto poco o nulla sull’aeroporto di Salerno.
Dall’altro lato della barricata rimane la figura di Vincenzo De Luca. Per l’ex Governatore, l’aeroporto non è un freddo asset economico, ma una “creatura” politica da difendere con i denti. La sua visione è verticale e muscolare: se De Luca tornasse a sedere sulla poltrona di Sindaco di Salerno, il linguaggio cambierebbe radicalmente. Non si parlerebbe più di “tavoli tecnici”, ma di pretese immediate. Ogni ritardo di Gesac o ogni silenzio della Regione verrebbe trasformato in un attacco frontale all’identità stessa della città.
L’Alibi del “Napolicentrismo“
La napoletanità “DOC” di Fico, nato a Posillipo e cresciuto politicamente tra i vicoli del capoluogo, è il suo principale tallone d’Achille nel rapporto con il territorio salernitano. In un eventuale scontro istituzionale, De Luca avrebbe gioco facile nel dipingere Fico come il “Viceré napoletano” interessato solo a tutelare il primato di Capodichino.
Fico non riuscirebbe a sostenere una lotta frontale con De Luca, ma De Luca potrà tornare a dettare la linea su Salerno, solo da Sindaco di Salerno, in attesa di un ritorno a Napoli.
Il Ritorno dello “Sceriffo“: Una Scossa Necessaria?
L’ipotesi di un ritorno di De Luca al Comune di Salerno agisce come un catalizzatore. Oggi l’aeroporto vive una sorta di “solitudine istituzionale“: Gesac gestisce con logiche di mercato e la Regione osserva o lo ignora?
Con De Luca Sindaco, lo scalo riavrebbe un “proprietario politico” agguerrito. La sua presenza costringerebbe Fico a uscire dalla sua comfort, per scendere nell’arena della competizione territoriale. Paradossalmente, proprio l’antagonismo tra i due potrebbe essere la salvezza dello scalo: il Presidente regionale sarebbe costretto a dare risposte concrete e veloci a Salerno per non lasciare a De Luca il monopolio del consenso.
La Regione deve Agire Subito: Esenzione dell’Addizionale Comunale per Salerno. Una Proposta per il Decollo
Non bastano i binari se mancano i passeggeri. Per rendere Salerno competitiva rispetto a Napoli, serve un segnale fiscale forte: eliminare la tassa d’imbarco per i prossimi 5 anni.
L’aeroporto di Salerno non può competere con Napoli sulla base della “comodità” o della storia. Deve farlo sulla convenienza. In un mercato dominato dalle compagnie Low Cost, pochi euro di differenza su un biglietto possono decidere il successo o il fallimento di una rotta. Ecco perché l’esenzione dell’addizionale comunale di 6,50 € a passeggero, non è solo una agevolazione, ma una necessità strategica, ancor di più se si pensa che a Napoli è 8, 50 euro.
Se Fico approvasse l’esenzione solo per Salerno, dimostrerebbe nei fatti di non essere Napolicentrico e di voler riequilibrare le sorti della regione.
E non dovrebbe gestire le lamentele di Capodichino e del Comune di Napoli, che anche se vedrebbero in questo un “aiuto di stato” locale verso i cugini salernitani. Per Fico, sarebbe facile controbattere, in quanto Salerno è in fase di “start-up“, Napoli no.
Se De Luca tornasse a guidare Salerno, farebbe dell’esenzione fiscale la sua prima battaglia. Sarebbe il modo perfetto per mettere la Regione in una posizione difficilmente attaccabile: “Noi facciamo la nostra parte togliendo le tasse, voi metteteci i voli”. Allo stesso tempo, questa mossa toglierebbe ogni alibi agli albergatori. Se l’aeroporto diventa “tax-free”, il territorio non può più stare a guardare: deve investire massicciamente in servizi e accoglienza.
L’idea è quella di trasformare lo scalo in una sorta di “Zona Franca dell’Aria“. Un esperimento che è già stato tentato con successo in altri scali minori europei per rompere il monopolio degli hub principali.ì
Conclusione: Una Sfiducia che Diventa Sfida
Senza la pressione di Salerno, la gestione Fico rischia di seguire i tempi lenti della burocrazia e della concertazione. Con il ritorno di De Luca sulla scena locale, l’aeroporto tornerebbe a essere il cuore di una battaglia feroce, dove la visibilità della pista e il numero dei voli diventerebbero la prova di forza tra la “Nuova Campania” napoletana e la storica “Roccaforte” salernitana.
La domanda rimane: la Campania ha bisogno di pace e tecnica o di uno scontro frontale per far decollare i suoi progetti? La risposta, probabilmente, atterrerà sulla pista del Costa d’Amalfi nei prossimi mesi.