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easyJet: il paradosso dello sciopero “invisibile”
Nonostante il comunicato trionfalistico della Uiltrasporti sulla partecipazione dei lavoratori, l’impatto operativo negli scali di Malpensa, Linate, Fiumicino e Capodichino è stato quasi nullo. Una strategia sindacale che rischia di indebolire la posizione dei dipendenti al tavolo delle trattative.
“Massiccia adesione“, “profondo malessere“, “presidi partecipati”. I toni utilizzati dalla Uiltrasporti per descrivere lo sciopero di 4 ore del 31 gennaio 2025, dipingono una rivoluzione dei cieli. Tuttavia, basta guardare i tabelloni degli arrivi e delle partenze di Milano, Roma e Napoli per scontrarsi con una realtà ben diversa: i voli sono partiti, i passeggeri hanno subito disagi irrilevanti e il vettore ha gestito la situazione con estrema facilità.
Una giornata “scarica” e una gestione semplice
Il tempismo della protesta ha giocato tutto a favore di easyJet. Scegliere di scioperare in una giornata con volumi di traffico ridotti e, soprattutto, in un periodo in cui gran parte del personale navigante risultava già “off” (a riposo), ha reso il compito dell’ufficio operazioni del vettore una pura formalità.
Per l’azienda è stato semplicissimo “risolvere il problema“: con pochi passeggeri e molti aerei fermi per la bassa stagione, assorbire lo sciopero di 4 ore è costato poco o nulla.
Il paradosso del sindacato: se l’adesione non crea danno, non ha forza
Qui sta il punto critico: uno sciopero ha valore politico e contrattuale solo se mette l’azienda in una posizione di sofferenza tale da costringerla a cedere. Se l’adesione è alta (come dichiarato dai sindacati) ma i disservizi sono minimi, la forza contrattuale dei lavoratori non aumenta, diminuisce.
Dimostrare che la compagnia può operare regolarmente nonostante la protesta del personale navigante dà ragione alla linea dura del management: perché cedere sul rinnovo del contratto se la protesta “non morde”?
L’illusione dei presidi
Mentre i sindacati celebravano la “grande partecipazione” nei presidi di Malpensa e Capodichino, la realtà operativa diceva altro. Mettere persone a manifestare davanti ai terminal mentre gli aerei continuano a decollare regolarmente è un’operazione d’immagine che non sposta gli equilibri del payroll.
Se l’obiettivo era spaventare easyJet per ottenere un contratto più equo e dignitoso, il risultato è stato l’opposto: il vettore ha dimostrato una resilienza totale. Senza creare un reale disagio ai passeggeri e alle casse della compagnia, la “determinazione” sbandierata dai sindacati rischia di trasformarsi in un’arma spuntata, lasciando i dipendenti con lo stesso roster pesante e le stesse risposte insoddisfacenti di ieri.
Più soldi o una vita privata migliore?
Ci tengo a precisare che questa testata non appoggia i dipendenti sulla retribuzione, non entro nello specifico dell’argomento tredicesima, ma consiglio vivamente al personale easyJet di lottare per un roster più equilibrato, stabile e equo tra tutti i dipendenti e per permettere che questo avvenga, continuare a chiedere l’assunzione di più personale.
I voli che decollano alle prime ore del mattino, una giornata più lunga per la base, la mancanza di un numero di assistenti di volo adeguato, costringe il personale a turni “massacranti” con poco tempo per la vita privata, anche se, qualcuno mi dovrà spiegare come mai vedo le stesse persone sempre in giro in vacanza ed altri che non se lo possono permettere.
E’ quindi necessario mettere easyJet in una situazione di reale difficoltà, per riportare il personale in un tavolo delle trattative, in cui ha un reale potere contrattuale e con richieste che possano davvero migliorare le condizioni di lavoro (turni) e l’equilibrio tra vita privata e lavorativa.
Ricordatevi che il payroll ha un peso nel bilancio, se easyJet sarà disposta, ovviamente messa alle strette, ad aumentarne la disponibilità di spesa, è meglio che questa venga utilizzata per l’assunzione di nuovo personale, specie nella base di Malpensa, per alleggerire il carico di lavoro dei dipendenti.
Foto: Uiltrasporti – Fonte: Comunicato Stampa Uiltrasporti: “Sciopero EasyJet: grande adesione lavoratori. Atti concreti e tempi certi per rinnovo del contratto”