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Nuovo sciopero easyJet in Italia che ignora il vero…
Torna a incrociare le braccia oggi, 31 gennaio 2026, il personale di volo di easyJet in Italia. L’agitazione, indetta unitariamente da Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac, prevede uno stop di 4 ore nella fascia pomeridiana (dalle 13:00 alle 17:00).
Dopo il fallimento dell’ultimo sciopero proclamato da USB (sigla non riconosciuta dall’azienda), ci troviamo di fronte a una nuova mobilitazione che rischia di cadere nel vuoto. Ancora una volta, le rivendicazioni appaiono focalizzate esclusivamente sull’aspetto salariale, tralasciando quella che è la reale criticità per chi lavora a bordo.
Il comunicato dei sindacati
Nella loro nota ufficiale, le sigle giustificano la protesta con il mancato rinnovo del contratto scaduto a settembre 2025: “Le proposte aziendali sono insoddisfacenti: non garantiscono il recupero dell’inflazione e restano lontane dagli standard europei del gruppo. Chiediamo un contratto equo e dignitoso. In assenza di risposte, non escludiamo ulteriori azioni.”
Oltre la busta paga: il problema è la qualità della vita
Sebbene i sindacati puntino il dito contro gli stipendi, è doveroso fare un bagno di realtà. Un contratto easyJet garantisce retribuzioni mensili decisamente superiori alla media italiana: spesso il doppio di quanto percepisce un addetto alle vendite o un lavoratore del settore turistico che, pur lavorando 40 ore settimanali su turni e festivi, fatica ad arrivare a metà mese.
È innegabile che i colleghi francesi godano di benefici maggiori, ma è altrettanto vero che i salari italiani di easyJet sono più alti di quelli dei colleghi spagnoli o portoghesi.
Il vero nodo della questione non sono i soldi, ma il roster
La cronica mancanza di personale costringe i dipendenti a turnazioni “massacranti“. Parliamo di voli che decollano all’alba, operazioni portate all’estrema efficienza che si traducono in sveglie in piena notte e una stanchezza operativa senza precedenti.
L’illusione di ottenere “ancora più soldi” sembra far dimenticare questo “dettaglio” fondamentale: a cosa serve un aumento in busta paga se la vita privata è annientata da turni insostenibili?
Come la precedente, anche questa agitazione sembra destinata a non avere effetti reali sull’operatività della compagnia. Finché l’azienda non vedrà un impatto concreto, non avrà alcun incentivo ad assumere nuove risorse per alleggerire i carichi, poiché l’unico risultato sarebbe un aumento dei costi del payroll.
Se i lavoratori non inizieranno a farsi sentire sui temi che contano davvero — come la sostenibilità dei turni e l’equilibrio vita-lavoro — nulla cambierà. Più che di scatti salariali, il personale ha bisogno di tempo per godersi ciò che già guadagna.
Torna a scioperare oggi per 4 ore dalle 13 alle 19, il personale di volo di easyJet in Italia. Questa volta l’agitazione è stata indetta da Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporto aereo e Anpac.
L’ultimo sciopero di pochi giorni fa è stato un fallimento, proclamato da USB, sindacato non riconosciuto da easyJet. Purtroppo anche questa volta sembra non ci siano al momento effetti concreti. Le richieste inoltre appaiono ancora una volta confuse e mirate alla sola parte economica, nonostante il vero problema sia un altro.
I sindacati in una nota fanno sapere che: “Il personale navigante della compagnia aerea EasyJet ha proclamato, nel rispetto della normativa in materia, una prima azione di sciopero per domani, sabato 31 gennaio, della durata di 4 ore, a seguito del mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto nel mese di settembre 2025. Le proposte avanzate dall’azienda per il rinnovo contrattuale sono state giudicate insoddisfacenti, in quanto non garantiscono neppure il recupero dell’aumento inflattivo registrato negli ultimi anni e risultano significativamente lontane dalle condizioni di lavoro applicate al personale EasyJet negli altri Paesi del network. Il fronte sindacale si presenta unito a conferma delle legittime aspettative del personale navigante, che chiede un contratto equo, dignitoso e allineato agli standard europei del gruppo.Permane una forte determinazione a raggiungere risultati concreti e soddisfacenti. In assenza di risposte adeguate da parte dell’azienda , non si esclude il ricorso ad ulteriori azioni successive”.
Mi vedo costretto ancora una volta ad evidenziare come il contratto easyJe consenta di ottenere una retribuzione mensile più che soddisfacente, anche il doppio rispetto ad uno stipendio medio in Italia, di un addetto vendita che lavora su turni anche notturni o di un lavoratore nel settore turistico che lavora sempre su turni anche notturni, entrambi 40 ore settimanali.
E’ anche vero che lo stipendio in Italia è inferiore rispetto a quello francese, dove i colleghi hanno ulteriori benefici, ma gli stipendi in Italia sono più alti anche dei colleghi easyJet in Spagna e Portogallo.
Perchè queste precisazioni? Perchè il vero problema è un altro e poco vien fatto affinchè questo venga risolto, impattando pesantemente sulla vita provata del dipendente easyJet. Parlo di un roster davvero pesante, a causa della mancanza di personale e a voli che partono fin dalle primissime ora della giornata, in piena notte, giustamente easyJet vuole efficientare e sue operazione e l’uso degli aeromobili.
L’illusione quindi di ancora più soldi, sembra far dimenticare questo che non è un dettaglio, mi chiedo infatti a cosa servano più soldi se alla fine non te li puoi godere? Mi chiedo anche come mai mi capita di vedere gli stessi che sono sempre in vacanza dall’altra parte del mondo ed altri sempre al lavoro.
Anche questo sciopero come il precedente sembra non avrà alcun effetto sull’operativo della compagnia e quindi, com’è giusto che sia easyJet non avrà nessun motivo per assumere più persone, avrebbe come unico effetto alzare i costi del payroll, uno dei centri di costo che più impattano sul bilancio.
Se non vi fate sentire, utilizzando tutti i mezzi a vostra disposizione, non cambierà nulla.