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easyJet: paradosso di Venezia tra Olimpiadi e “Cheap Ski…
L’ultima analisi di mercato pubblicata da easyJet, il Cheap Ski Index1, delinea una mappa dello sci europeo basata sull’accessibilità economica e logistica. Tuttavia, per il Nord-Est italiano, il rapporto evidenzia un contrasto significativo tra il potenziale turistico del territorio e le scelte strategiche del vettore britannico.
Nonostante l’imminenza dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 e la presenza delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia rimane escluso dalle rotte consigliate per raggiungere i comprensori sciistici. Una decisione che segue la recente politica di ridimensionamento della compagnia sulla laguna. Ad essere premiato è invece l’aeroporto di Torino.
L’indice della convenienza: le “4 B” dello sci
Il nuovo indice di easyJet è stato progettato per orientare i viaggiatori verso destinazioni che offrono skipass a meno di 50 sterline e costi contenuti per noleggio e ospitalità. Al vertice della classifica si posizionano le cosiddette “4 B”: Bansko (Bulgaria), Białka Tatrzańska (Polonia), Borovets (Bulgaria) e l’italiana Bardonecchia.
Bardonecchia, situata in Piemonte e già sede olimpica nel 2006, viene indicata come una risorsa fondamentale per il turismo invernale italiano a basso costo, grazie ai collegamenti diretti con lo scalo di Torino. Altre località citate positivamente sono Sauze d’Oulx e Sestriere, tutte gravitanti intorno all’hub piemontese.

Il paradosso veneziano e la chiusura della base
L’assenza di Venezia come porta d’accesso alle Dolomiti appare come una contraddizione logistica, specialmente alla luce dell’attenzione che easyJet dedica nei suoi comunicati ai siti UNESCO (citando Bansko) e alle sedi olimpiche. Venezia, naturale punto di approdo per Cortina d’Ampezzo e le vette bellunesi, sconta gli effetti di una riorganizzazione strutturale.
La compagnia ha infatti chiuso lo scorso anno la propria base operativa al Marco Polo, trasferendo aeromobili e risorse verso gli scali di Milano Linate, Malpensa e Roma Fiumicino. Tra le ragioni fornite dal vettore figurano l’incremento delle tasse aeroportuali locali e la necessità di massimizzare la redditività su rotte con costi di gestione inferiori.
Prospettive per il 2026
Mentre il Cheap Ski Index promuove la democratizzazione dello sci in Europa orientale e nel Piemonte, il sistema turistico veneto si trova a dover gestire la mobilità olimpica senza il supporto di uno dei principali attori del comparto low-cost. Sebbene easyJet continui a citare l’importanza della connettività europea, la sua mappa invernale sembra tracciare un confine netto che esclude l’area dolomitica dai circuiti dei viaggiatori britannici e internazionali orientati al budget.
Ormai è tardi per attrarre nuovi vettori o potenziare i servizi di trasporto integrato dagli scali aeroportuali veneti, purtroppo è realistico il rischio che il prestigio delle Olimpiadi e del marchio UNESCO resti privo di una copertura aerea adeguata alle ambizioni dell’evento.
- fonte: easyJet https://www.easyjet.com/en/news/story/the-4-bs-of-budget-ski ↩︎