Ryanair
Ryanair e il ricatto dei 40 aerei in Italia
L’annuncio in pompa magna di Ryanair per l’estate 2026 a Milano porta con sé i soliti numeri da capogiro: 33 aerei, 156 rotte e oltre 20 milioni di passeggeri.
Ma dietro la facciata dei “prezzi bassi”, emerge con prepotenza il consueto schema di pressione politica della compagnia irlandese contro l’addizionale municipale. L’Italia rischia una vera invasione Ryanair con il suo servizio super basic e la sua arroganza verso passeggeri e aeroporti. L’Italia non deve cedere. L’addizionale comunale come “scudo” contro “l’Invasione“.
La minaccia mascherata da investimento
Ryanair ha lanciato una “promessa-minaccia“: se il Governo abolisse la tassa d’imbarco, la compagnia sarebbe pronta a iniettare in Italia altri 40 aeromobili. Ma è proprio questa cifra a darci la conferma di quanto sia rischioso cedere.
Accettare questo baratto significherebbe spalancare le porte a una vera e propria “invasione Ryanair“, consegnando le chiavi dei nostri cieli a un attore che distrugge il mercato, negli aeroporti con una domanda stabile.
C’è da dire che al contrario, in aeroporti che necessitano di creare domanda, Ryanair stimola la crescita, che però non deve essere vincolata dai “capricci” e richieste eccessive di un solo vettore. In questi aeroporti però, l’esenzione, non l’abolizione, dell’addizionale comunale, funge da utile incentivo.
La solidità lombarda non ha bisogno di regali
Il punto fondamentale è uno: la domanda in Lombardia è granitica. I passeggeri che volano da Bergamo Linate e Malpensa lo fanno perché Milano è il motore economico d’Europa, non perché il biglietto costa 5,6 o 7 euro in meno grazie alla rimozione di una tassa.
Abolire l’addizionale in questi hub non servirebbe a stimolare il traffico (che è già record), ma si trasformerebbe in un regalo miliardario ai margini di profitto di Ryanair, sottraendo risorse preziose alle casse dei Comuni e dello Stato.
Incentivi mirati, non sconti a pioggia
La strategia corretta non è l’abolizione, ma una gestione differenziata. L’addizionale municipale non deve essere toccata nei grandi hub dove la domanda è matura e consolidata.
Può e deve essere sospesa temporaneamente, solo come incentivo per gli aeroporti minori o in via di sviluppo, dove il traffico ha effettivamente bisogno di una spinta iniziale per decollare.
Conclusioni: proteggere la concorrenza
Vogliamo un cielo pluralista, dove compagnie come Volotea, Wizz Air, ITA Airways e i vettori internazionali possano competere senza essere schiacciati dalla forza d’urto di chi usa il proprio peso politico per dettare le leggi allo Stato.
L’Italia, e la Lombardia in particolare, non hanno bisogno di svendere le proprie infrastrutture per ottenere altri 40 aerei di una compagnia che, nei fatti, sta già saturando ogni spazio disponibile.