Aeroporto di Salerno QSR
Salerno: il ritorno di De Luca per sbloccare l’impasse…
“L’intervallo sta finendo”. Con questo slogan iconico, Vincenzo De Luca annuncia il suo ritorno in campo per la guida di Salerno. Le dimissioni del sindaco uscente riaprono i giochi per l’ex Presidente di Regione, che torna sulla scena in un momento delicatissimo per il territorio.
Al centro della sfida non c’è solo l’amministrazione cittadina, ma il destino dello scalo Salerno-Costa d’Amalfi, che dopo un debutto promettente sta oggi affrontando una preoccupante fase di stallo.
Se la partenza era stata segnata da grandi annunci e dai primi voli internazionali, l’entusiasmo iniziale sembra aver lasciato spazio a un rallentamento nel consolidamento delle rotte e nel completamento delle opere accessorie. In questo scenario, il ritorno di De Luca viene visto da molti come l’ultima chiamata per dare quel “peso politico” necessario a trasformare un’opera incompiuta in una vera porta d’accesso internazionale.
Il ruolo di De Luca: dal rilancio allo sblocco operativo
Il “merito storico” di aver strappato lo scalo all’oblio spetta indubbiamente a De Luca, ma oggi la sfida è diversa. Non si tratta più di aprire una pista, ma di gestire una fase di stagnazione che rischia di vanificare gli sforzi fatti.
Ecco come la sua figura di Sindaco potrebbe intervenire concretamente per superare lo stallo:
- Sbloccare l’intermodalità: il nodo dei collegamenti. Uno dei motivi del rallentamento, sono anche i collegamenti. Come Sindaco, De Luca avrebbe il potere di accelerare i cantieri per il prolungamento della metropolitana e il potenziamento della viabilità stradale. Senza collegamenti rapidi e certi, le compagnie aeree restano alla finestra; una leadership decisa a Palazzo di Città potrebbe forzare i tempi di esecuzione.
- La spinta per l’esenzione fiscale (L’addizionale comunale). Mentre scali come Rimini e Forlì ottengono l’esenzione temporanea della tassa d’imbarco per attrarre i vettori, Salerno è ancora al palo su questo fronte. Il ritorno di De Luca garantirebbe un interlocutore “pesante” ai tavoli con il Governo e l’ENAC per ottenere quel vantaggio fiscale di 6,50€ a passeggero che potrebbe convincere le compagnie low-cost a scommettere nuovamente sullo scalo campano.
- Garanzia di affidabilità per i grandi player. L’industria del volo ha bisogno di certezze. Lo stallo attuale è spesso figlio di incertezze amministrative e ritardi nei servizi. La presenza di un “decisionista” alla guida della città darebbe ai partner come GESAC e ai potenziali investitori internazionali una garanzia di continuità e rapidità d’azione che oggi sembra mancare.
Un ritorno per completare l’opera
Per Salerno, la ricandidatura di De Luca non è solo un fatto politico, ma una questione di strategia industriale. L’aeroporto si trova a un bivio: restare un’infrastruttura sottoutilizzata o diventare il volano del Sud Italia.
“L’intervallo sta finendo” potrebbe quindi significare la fine del tempo delle attese e l’inizio di una fase di gestione muscolare, necessaria per far decollare definitivamente un progetto che, al momento, ha i motori accesi ma le ruote ancora bloccate sulla pista.
In sintesi: Perché De Luca serve ora allo scalo?
- Fine dello stallo: Capacità di sbloccare i ritardi burocratici sulle infrastrutture di accesso.
- Lobby politica: Forza negoziale per ottenere l’esenzione della tassa d’imbarco.
- Visione integrata: Collegare strettamente il rilancio turistico di Salerno città con i flussi aeroportuali.