Aeroporto di Salerno QSR

Aeroporto Salerno: programmazione, dichiarazioni Gesac, smentite di Federalberghi

La fase di avvio dell’aeroporto “Salerno-Costa d’Amalfi” continua a essere accompagnata da un acceso dibattito tra la società di gestione dello scalo e il sistema produttivo locale.

Al centro della controversia vi sono le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Gesac, che ha individuato nell’assenza di collegamenti ferroviari e in una presunta carenza dell’offerta ricettiva le principali cause delle attuali difficoltà dello scalo. Analisi che ha innescato la dura reazione di Federalberghi Salerno, per voce del suo presidente Antonio Ilardi. Sicuramente la mancanza della fermata “Salerno Aeroporto sulla linea tirrenica, i cui lavori sono in corso, è un punto a sfavore dello scalo, mentre per quanto riguarda la metropolitana di Salerno, anche in questo caso i lavori sono in corso, non risulta essere una “mancanza” tale da minarne l’attrattività.

La posizione di Federalberghi: “Condizioni note da anni

Il presidente di Federalberghi Salerno, Antonio Ilardi, ha respinto con fermezza le motivazioni addotte da Gesac, definendo “inverosimili” i pretesti riguardanti le criticità infrastrutturali e la scarsità di posti letto. Secondo Ilardi, lo stato della linea metropolitana e la consistenza della ricettività provinciale erano elementi evidenti ben prima dell’attivazione dei voli e non possono essere considerati fattori sopravvenuti o sorprese dell’ultima ora.

L’associazione degli albergatori ha inoltre smentito categoricamente l’indisponibilità delle strutture a collaborare con i tour operator, dichiarando che, al contrario, diverse proposte di co-marketing avanzate dalle imprese sarebbero state respinte dalla società di gestione. La critica si sposta quindi sulla mancanza di un piano di marketing strategico a supporto delle rotte, nonostante la disponibilità a concorrere alla sua attuazione manifestata da tempo dal comparto alberghiero.

Il fattore novità e il mercato internazionale

Nonostante la replica di Federalberghi, resta un dato di fatto l’impatto che l’ingresso di player globali ha sul territorio.

Per la prima volta, tour operator di primo piano come Jet2, easyJet Holidays e British Airways si affacciano sulla destinazione Cilento e sulla provincia di Salerno con pacchetti integrati. Si tratta di un cambiamento di scala che richiede un allineamento tra gli standard locali e le rigide procedure di contrattazione dei grandi operatori internazionali, che vendono il territorio non solo nel Regno Unito, ma anche in Germania e Svizzera.

In questo scenario, la questione del co-marketing appare cruciale. Se da un lato Federalberghi lamenta l’assenza di ascolto da parte di Gesac, dall’altro i vettori sembrano confermare che, allo stato attuale, la società di gestione sia stata l’unico soggetto ad attivare campagne di comunicazione concrete per far conoscere la destinazione all’estero e abbia affiancato come meglio poteva i vettori. Non risultano, al momento, interventi di pari portata da parte di altri soggetti istituzionali o associativi.

Il fattore “standard“: oltre il numero dei posti letto

Al di là della polemica sulla quantità di posti letto disponibili, emerge una questione tecnica più profonda legata agli standard operativi richiesti dal mercato globale. L’ingresso di colossi del calibro di Jet2, easyJet Holidays e British Airways non rappresenta solo un aumento del traffico passeggeri, ma l’imposizione di parametri di qualità, sicurezza e compliance estremamente rigidi.

Il tessuto ricettivo salernitano e cilentano è caratterizzato prevalentemente da strutture medio-piccole a conduzione familiare, prive di affiliazioni a marchi internazionali. Sono poche le grandi strutture di alto livello, anche queste però indipendenti. Se da un lato questo garantisce autenticità, dall’altro può generare un “gap” operativo rispetto alle esigenze dei tour operator che gestiscono grandi volumi. Questi ultimi richiedono protocolli rigorosi in termini di:

È possibile, dunque, che il nodo del contendere non risieda nella disponibilità delle strutture a firmare accordi, quanto nella difficoltà di molte realtà locali di adeguarsi in tempi brevi a procedure manageriali così complesse. Mentre le poche strutture di alta gamma riescono a dialogare con i partner aerei, il resto del comparto potrebbe aver riscontrato barriere d’ingresso tecniche non trascurabili.

Le infrastrutture, viabilità e trasporti

Come abbiamo anticipato prima, lavori sono in corso per il prolungamento della metropolitana di Salerno e la stazione “Salerno Aeroporto” che servirà anche la linea Tirrenica ed i treni ad Alta Velocità, che avranno un loro tracciato, solo dopo Battipaglia.

La mancanza della stazione della metropolitana non può essere considerato un problema, mentre la mancanza della stazione per la fermata in particolare dei treni Regionali ma anche IC e AV, è un punto critico che una volta superato, potrà davvero dare una spinta molto forte all’aeroporto di Salerno.

Dall’apertura, diversi collegamenti su gomma (BUS), per collegare la stazione di Salerno ed alcune località del Cilento sono stati attivati, cercando di avere orari compatibili con i voli programmati, ma rappresentano comunque una lacuna rispetto ad altri aeroporti su cui lavorano vettori come easyJet e British Airways per esempio.

Le connessioni viarie (strade), non rappresentano anche in questo caso un vero problema, l’aeroporto è facilmente raggiungibile, è collegato con le arterie principali, anche se manca una connessione più rapida all’autostrada, ma lo svincolo è a poca distanza, quindi anche in questo caso, non rappresenta un vero problema.

La necessità di un chiarimento tecnico

La divergenza tra le parti evidenzia un corto circuito comunicativo e strategico. Se le strutture ricettive confermano la volontà di investire e la società di gestione procede in autonomia, il rischio è una dispersione di risorse e opportunità.

Resta da chiarire per quali ragioni tecniche le proposte di co-marketing degli albergatori non siano state integrate nelle strategie dello scalo. Sarà necessario approfondire con Gesac i dettagli di questi mancati accordi per comprendere se il problema risieda in una incompatibilità dei modelli di business o in una reale mancanza di coordinamento tra i soggetti coinvolti. Il rilancio dello scalo dipenderà dalla capacità di trasformare queste frizioni in una strategia condivisa e realistica.