Ryanair
Ryanair, l’Antitrust infligge una sanzione da 255 milioni
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha messo un punto fermo sull’istruttoria avviata nel 2023 contro Ryanair DAC e Ryanair Holdings Plc.
Il verdetto è netto: la compagnia aerea ha abusato della sua posizione dominante nel mercato italiano per ostacolare le agenzie di viaggio (OTA) e consolidare il proprio monopolio sui servizi turistici accessori. L’operazione, definita dall’Autorità come un piano di “esclusione sistematica“, si è conclusa con una sanzione di 255 milioni di euro, da pagare entro 90 giorni.
Il nodo del riconoscimento facciale biometrico
Uno dei pilastri della condotta abusiva riguarda l’uso della tecnologia biometrica come barriera all’ingresso. Ryanair ha introdotto procedure di riconoscimento facciale obbligatorie per i passeggeri, ma solo per quelli che avevano acquistato il biglietto tramite agenzie di viaggio non autorizzate. Il sistema imponeva una “Verifica Espressa” a pagamento o, in alternativa, una procedura gratuita talmente lenta da risultare impraticabile per il check-in.

L’Autorità ha stabilito che tali misure non rispondevano a reali esigenze di sicurezza, ma servivano esclusivamente a creare un “attrito” psicologico e burocratico per il consumatore. L’obiettivo era duplice: screditare l’affidabilità delle agenzie di viaggio agli occhi dei passeggeri e acquisire forzatamente i dati di contatto diretti degli utenti, estromettendo l’intermediario dalla gestione del cliente.
Blocchi tecnici e discriminazione tariffaria
Oltre alla biometria, il provvedimento evidenzia una serie di condotte tecniche aggressive. Ryanair ha attuato blocchi intermittenti e sistematici delle prenotazioni provenienti dalle OTA, arrivando a cancellare massivamente biglietti già emessi o a bloccare le carte di credito utilizzate dalle agenzie per i pagamenti. Questa strategia ha permesso alla compagnia di dirottare il traffico verso il proprio sito ufficiale, dove i ricavi derivanti dalla vendita di hotel, noleggio auto e assicurazioni non devono essere condivisi con terzi.
Un altro punto critico riguarda le cosiddette “partnership forzate“. Le agenzie che hanno accettato di collaborare con Ryanair per evitare i blocchi sono state comunque penalizzate: il provvedimento rileva che queste ultime rimangono escluse dalle classi tariffarie più economiche (come la tariffa “Value”). Questo crea una discriminazione di prezzo sul mercato, impedendo alle agenzie di offrire pacchetti turistici competitivi rispetto a quelli proposti direttamente dal vettore.
