Ryanair
O’Leary sfida la sanzione da 255 Milioni
Il caso che contrappone Ryanair all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) si trasforma in una battaglia legale.
Dopo la pubblicazione del provvedimento che ha sanzionato il vettore con 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante, il CEO Michael O’Leary è passato al contrattacco. Definendo la decisione “giuridicamente viziata“, O’Leary ha annunciato un ricorso immediato, sostenendo che l’Antitrust stia ignorando i precedenti giudiziari che favoriscono il modello di distribuzione diretta della compagnia.
La Difesa di O’Leary e il “Risparmio del 20%”
Secondo il vertice di Ryanair, il provvedimento rappresenta un attacco a un modello economico che ha rivoluzionato il settore. O’Leary ricorda che nel 1985 il 20% dei ricavi da bigliettazione veniva disperso in commissioni per agenzie di viaggio e sistemi GDS. La vendita diretta tramite ryanair.com avrebbe permesso di trasferire questo risparmio interamente ai consumatori sotto forma di tariffe più basse.
Il CEO contesta aspramente la sanzione, che nei documenti istruttori era stata prospettata fino a un massimo di 256 milioni di euro (il 10% del fatturato), definendola “assurda”. Secondo Ryanair, l’AGCM si starebbe lasciando condizionare da una piccola minoranza di agenzie fisiche e da “un’unica OTA spagnola” che continuerebbero a ricaricare ingiustamente i prezzi dei voli e dei servizi accessori ai danni dei passeggeri.
Il Conflitto con il Tribunale di Milano
Il punto più critico dello scontro riguarda l’interpretazione del diritto. Ryanair sostiene che l’AGCM abbia ignorato la sentenza del Tribunale di Milano del gennaio 2024, la quale aveva stabilito che il modello di distribuzione diretta di Ryanair:
- È “indubbiamente vantaggioso per i consumatori” poiché porta a tariffe inferiori.
- È “economicamente giustificato” dalla necessità di contenere i costi operativi e di intermediazione.
- Garantisce un canale di comunicazione diretto per aggiornamenti in tempo reale sui voli.
Per O’Leary, l’Antitrust si starebbe ponendo al di sopra della magistratura ordinaria, emettendo un verdetto che contraddice la giurisprudenza esistente e che danneggerebbe la libertà di concorrenza anziché proteggerla.
Le Misure sotto Accusa: Biometria e Partnership
Nonostante le dichiarazioni del CEO, il provvedimento dell’AGCM rimane focalizzato su pratiche che l’Autorità ritiene discriminatorie. In particolare, il sistema di riconoscimento facciale biometrico è visto come un filtro punitivo per chi prenota tramite canali non ufficiali. Mentre Ryanair difende la trasparenza e la sicurezza dei propri accordi con le OTA (già firmati con la maggior parte dei grandi operatori), il Garante vede in questi contratti delle “partnership forzate” che limitano l’accesso alle classi tariffarie più economiche per gli intermediari.
| Posizione di Ryanair (Michael O’Leary) | Risultanze del Provvedimento AGCM |
| Risparmio Transfuso: I costi di intermediazione tagliati garantiscono i prezzi più bassi d’Europa. | Esclusione Concorrenziale: Il dominio nei voli è usato per monopolizzare servizi come hotel e auto. |
| Sentenza Milano 2024: Il modello diretto è già stato dichiarato legittimo e vantaggioso dal Tribunale. | Abuso di Potere: Le barriere tecniche (biometria) sono “attriti” ingiustificati per danneggiare le agenzie. |
| Accordi Trasparenti: Le partnership con le OTA sono pro-consumatore e accettate quasi da tutti. | Discriminazione Tariffaria: Le agenzie partner sono escluse dalle tariffe “Value” (30-50% del totale). |
Prospettive Future: Verso il Ricorso al TAR
La battaglia si sposta ora nelle aule di giustizia. Ryanair e i suoi legali si dicono certi che la decisione dell’AGCM verrà annullata in appello. La compagnia punta a dimostrare che la propria condotta non è volta a eliminare la concorrenza, ma a proteggere i consumatori dai ricarichi delle agenzie intermediarie.
Dall’altro lato, il Garante rivendica il proprio ruolo nel garantire che un operatore dominante non possa imporre condizioni tecniche punitive o biometrie differenziate per controllare mercati correlati a quello del volo.
L’esito di questo ricorso sarà fondamentale per definire il futuro della distribuzione turistica in Europa e i limiti entro cui una compagnia aerea può controllare i dati e le scelte di acquisto dei propri passeggeri.