Diritti del passeggero
Le contraddizioni di A4E nel dibattito sul bagaglio
Il dibattito sull’obbligo di includere gratuitamente il trolley (il secondo bagaglio a cabina) nella tariffa aerea base è diventato un campo di battaglia che mette in discussione la filosofia dei costi accessori (unbundling).
Le compagnie aeree europee, come quelle rappresentate da Airlines for Europe (A4E), si oppongono all’inclusione gratuita di questo elemento, ma la loro argomentazione si scontra con evidenti contraddizioni operative e di revenue management.
I vettori si difendono citando tre conseguenze negative universali—aumento dei costi per tutti, rallentamento dei voli e danno ambientale—mentre i gruppi di tutela dei consumatori sottolineano che questi problemi vengono accettati dalle compagnie ogni volta che il servizio è venduto a pagamento.
1. Il Dilemma del Costo: Tra Tariffa Base e Scelta Tariffaria
A4E sostiene che l’inclusione forzata del trolley costringerebbe le compagnie a coprire un costo operativo aggiuntivo, che verrebbe recuperato con un aumento della tariffa base per tutti i passeggeri.
- La Tesi dei Vettori: Il modello attuale è l’unico modo per preservare la scelta tariffaria, offrendo il prezzo più basso possibile al viaggiatore che desidera solo il piccolo oggetto personale gratuito (concesso dalla sentenza Vueling, C-487/12). L’obbligo penalizzerebbe questo segmento di viaggiatori leggeri, facendogli pagare un servizio non utilizzato.
- La Contradizione Economica: La critica fondamentale è che il trolley, per viaggi superiori a un giorno, è una necessità e non un servizio opzionale. I gruppi pro-consumatore argomentano che l’attuale separazione dei prezzi non offre una “scelta”, ma impone un costo accessorio inevitabile per un prodotto funzionale, trasformando di fatto la tariffa base pubblicizzata in un prezzo civetta. I vettori non contestano l’esistenza del costo operativo, ma si oppongono alla sua inclusione nel prezzo totale, difendendo un modello che massimizza il ricavo separato.
2. Efficienza Operativa e La Selettività del Rallentamento
L’obiezione più spesso citata è che l’inclusione gratuita del trolley sovraccaricherebbe gli alloggiamenti superiori (cappelliere) e causerebbe un significativo rallentamento nelle operazioni di imbarco (turnaround).
- La Tesi dei Vettori: Un aumento generalizzato del numero di colli a bordo allungherebbe i tempi di stivaggio, di riorganizzazione dei bagagli e di gestione di quelli da etichettare e trasferire in stiva, ritardando la partenza e influenzando l’intera programmazione dei voli.
- La Contradizione Logistica: Questa argomentazione perde forza poiché il problema logistico è già gestito quotidianamente. Su un volo quasi pieno, un elevato numero di passeggeri paga regolarmente per la Priority Boarding, garantendosi il diritto di portare il trolley in cabina. Le compagnie aeree, accettando questo pagamento, dimostrano di poter gestire logisticamente la grande quantità di bagagli, anche con i ritardi impliciti.
- Innovazione e Capacità: Inoltre, l’introduzione di nuovi aeromobili, come gli Airbus A320neo Family e l’A321XLR (che utilizza le cabine Airspace con XL Bins), sta aumentando la capacità di stivaggio fino al 60%. Ciò rende l’argomento sulla “insufficienza fisica” uno strumento comunicativo per difendere l’attuale politica tariffaria, anziché una vera limitazione strutturale.
3. Sostenibilità Ambientale e La Logica del Peso
Infine, le compagnie aeree usano la sostenibilità, sostenendo che l’obbligo di includere il trolley aumenterebbe il peso complessivo dell’aereo e, di conseguenza, il consumo di carburante e le emissioni di anidride carbonica CO2.
- La Tesi dei Vettori: Incoraggiare il trasporto di peso aggiuntivo, anche se inutilizzato o non strettamente necessario, mina gli sforzi del settore per l’efficienza dei consumi.
- La Contradizione Etica: I critici evidenziano che questa preoccupazione per l’ambiente viene applicata in modo selettivo. L’aereo vola già con il peso dei trolley quando questi sono pagati (generando profitti), o quando viene trasportato il cargo a pagamento nelle stive. Se i vettori accettano il peso extra quando questo è redditizio, l’obiezione ecologica è percepita come una difesa del modello di ricavo accessorio, non come una politica coerente per la riduzione dei consumi. L’onere ambientale viene quindi imputato al consumatore per ciò che la compagnia è disposta ad accettare se adeguatamente compensata.
In conclusione, la resistenza di A4E riflette la priorità di preservare l’architettura tariffaria unbundled. L’inclusione obbligatoria del trolley minaccerebbe questa struttura, costringendo i vettori ad assorbire i costi operativi in una tariffa base più trasparente, ma inevitabilmente più alta di quella attualmente pubblicizzata.