Brussels airport
Bruxelles: chiuso l’aeroporto per drone
L’avvistamento di un drone nello spazio aereo dell’Aeroporto di Bruxelles-Zaventem (Bruxelles-Zaventem) ha portato alla sospensione temporanea di tutte le operazioni di volo, causando ritardi significativi e il dirottamento di numerosi aerei verso scali vicini come Liegi.
Questo episodio, avvenuto in un Paese già in stato di allerta per i sorvoli non identificati di droni su basi militari, evidenzia come la minaccia rappresentata dai velivoli a pilotaggio remoto (UAS) sia passata dalla teoria alla paralisi operativa nelle infrastrutture civili critiche.
AEEROPORTO NUOVAMENTE OPERATIVO
L’aeroporto in tarda serata ha emesso la seguente nota: “
A seguito degli avvistamenti dei droni martedì sera, le operazioni di volo all’aeroporto di Bruxelles sono state sospese per motivi di sicurezza.
Questa interruzione ha portato a ritardi e alcune cancellazioni di voli e potrebbe comunque avere un impatto sulle operazioni di volo di mercoledì mattina.
Le compagnie aeree contatteranno i passeggeri interessati con opzioni di viaggio aggiornate. Le squadre dell’aeroporto di Bruxelles stanno facendo tutto il possibile per assistere i passeggeri bloccati.
Monitoriamo attentamente la situazione e forniremo aggiornamenti non appena avremo maggiori informazioni.
Puoi seguire il tuo volo qui o tramite la nostra app.
Ci scusiamo sinceramente per l’inconveniente. La sicurezza dei nostri passeggeri e del personale rimane la nostra massima priorità.”
L’Europa è stata teatro di numerosi episodi simili, da Gatwick nel Regno Unito ad aeroporti in Germania, che hanno messo in luce una vulnerabilità sistemica che richiede una risposta coordinata e tecnologicamente avanzata.
L’UE e la Necessità di Difesa
La presenza di un drone non autorizzato in un’area aeroportuale impone l’immediata sospensione dei voli per il rischio catastrofico di collisione in volo (mid-air collision) o di ingestione da parte dei motori di un aeromobile. La risposta attuale, che consiste nel bloccare il traffico, è economicamente dannosa e inaccettabile per la continuità operativa.
Per questo motivo, la Commissione Europea e l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) stanno spingendo per una politica anti-drone (C-UAS) armonizzata, che si basa su due pilastri fondamentali: rilevamento e neutralizzazione.
Le Tecnologie Anti-Drone in Campo
Gli aeroporti e le autorità di sicurezza stanno implementando sistemi complessi, noti come C-UAS (Counter-Unmanned Aircraft Systems), che combinano diverse tecnologie per mitigare la minaccia.
Rilevamento e Tracciamento
La prima sfida è individuare il drone con precisione. Si utilizzano sistemi a più livelli che operano in sinergia:
- Radar: Sistemi specializzati, spesso ottimizzati per rilevare oggetti piccoli e lenti (come i droni), che tracciano la posizione e la traiettoria.
- Sensori RF (Radiofrequenza): Questi sensori passivi “ascoltano” i segnali radio tra il drone e il suo operatore. Sono cruciali perché permettono non solo di localizzare il drone, ma spesso anche di identificare il modello e la posizione del pilota.
- Ottica ed Elettro-ottica: Telecamere ad alta definizione e termocamere vengono utilizzate per la conferma visiva e il tracciamento, specialmente di notte o in condizioni di scarsa visibilità.
Mitigazione e Neutralizzazione
Una volta identificato il drone ostile, si passa all’azione. La priorità negli aeroporti è la mitigazione non cinetica (senza abbattere il drone), per evitare danni collaterali causati dalla caduta di detriti.
| Metodo C-UAS | Descrizione | Vantaggi Chiave |
| Jamming (Disturbo) | Interruzione dei segnali radio (controllo, video e GPS/GNSS) tra l’operatore e il drone, forzando spesso un atterraggio automatico o il ritorno al punto di partenza. | Efficace, ampiamente utilizzato; può essere direzionale per minimizzare il disturbo esterno. |
| Spoofing (Inganno) | Invia segnali GPS falsificati al drone, inducendolo a credere di trovarsi altrove. In questo modo, le autorità possono “guidarlo” verso un’area sicura per l’atterraggio. | Consente di prendere il controllo non fisico del drone, preservando l’integrità del velivolo per le indagini. |
| Intercettori Fisici | Soluzioni come droni più grandi che lanciano reti o sistemi di cattura. | Azione fisica definitiva, ma a più alto rischio di caduta in aree sensibili. |
La Sfida Legale e Operativa
L’adozione di queste tecnologie, in particolare il jamming e lo spoofing, solleva importanti questioni legali, poiché implicano l’interruzione di frequenze radio e segnali di navigazione. Le direttive UE stanno lavorando per chiarire le normative che permettano alle autorità e ai gestori aeroportuali di utilizzare queste contromisure in modo sicuro ed efficace.
Il futuro della sicurezza aerea europea dipenderà dalla capacità di integrare rapidamente questi sistemi avanzati C-UAS nelle routine operative aeroportuali, trasformando ogni scalo da potenziale bersaglio a fortezza tecnologicamente protetta.