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easyJet compie 30 Anni: la rivoluzione arancione

Proprio mentre si trova al centro di affascinanti speculazioni di mercato, easyJet taglia un traguardo storico. Si può criticarla, e molti lo hanno fatto, specialmente per la difficile gestione operativa del post-Covid, anche se oggi la situazione appare fortunatamente più stabile. Ma in questi giorni, l’attenzione sulla compagnia arancione è altissima.

Da un lato, voci autorevoli, come quelle riportate dal Corriere della Sera, parlano di un potenziale interesse da parte del colosso MSC, che però ha smentito. L’idea che il gruppo con sede a Ginevra, ma guidato dal cuore italiano della famiglia Aponte, possa puntare a easyJet per creare un gigante integrato “mare-cielo”, rende la compagnia “vendibile” e strategica come non mai. Dall’altro, c’è il calendario. Proprio in mezzo a queste speculazioni, easyJet ha appena compiuto 30 anni. La fondazione ufficiale risale infatti a due giorni fa, il 18 ottobre 1995.

Sono passati trent’anni da quando una seconda, dirompente ondata ha travolto i cieli europei, tingendoli di un arancione brillante. La storia dell’aviazione low-cost in Europa non inizia però nel 1995. La pioniera assoluta della rivoluzione è stata Ryanair, fondata un decennio prima. Fu la compagnia irlandese a importare per prima il modello “no-frills” americano, combattendo le battaglie per la deregolamentazione e dimostrando che si poteva volare a tariffe irrisorie.

L’arrivo di easyJet, fondata ufficialmente il 18 ottobre 1995, segnò l’inizio di una trasformazione di massa. Se Ryanair fu l’ariete, easyJet fu la forza che allargò la breccia, creando una “tenaglia” che avrebbe reso il volo un bene accessibile a tutti, non più un lusso per pochi.

L’Inizio: Due Aerei e una Strategia Vincente

Quando il giovane imprenditore greco-cipriota Sir Stelios Haji-Ioannou lanciò easyJet, non partì da zero. Il modello “no-frills” era già stato testato da Ryanair. L’intelligenza di Stelios fu quella di adottare la stessa logica spietata (niente pasti gratis, biglietti non rimborsabili) ma con due differenze chiave: un brand più moderno e accattivante e, soprattutto, una diversa strategia sugli aeroporti.

Mentre Ryanair si concentrava su aeroporti molto secondari, easyJet cercò fin da subito di operare da scali più vicini alle città, come Londra Luton, e in seguito da aeroporti principali come Gatwick, Malpensa e Parigi Orly.

Il primo volo commerciale decollò il 10 novembre 1995, collegando Londra Luton a Glasgow. Lo slogan “al prezzo di un paio di jeans” (£29) divenne iconico. Ma la vera rivoluzione strategica di easyJet fu la disintermediazione: fu pioniera assoluta delle vendite online, eliminando quasi del tutto le agenzie di viaggio e spingendo le prenotazioni dirette prima via telefono (il numero era stampato a caratteri cubitali sugli aerei) e poi via web.

L’Espansione e la Svolta Airbus

Il successo fu immediato. Nel 1997 la compagnia iniziò l’espansione internazionale (partendo da Amsterdam) e fece la sua scommessa più grande: la standardizzazione della flotta. Dopo aver iniziato con i Boeing, easyJet piazzò un ordine colossale per il concorrente europeo, l’Airbus A319.

Questa mossa permise di abbattere drasticamente i costi di manutenzione e addestramento. Gli anni 2000 videro una crescita inarrestabile: la quotazione in borsa, l’acquisizione della compagnia rivale “Go” e l’apertura di basi strategiche in tutta Europa, che cementarono la sua posizione di leader.

30 Anni Dopo: L’Eredità della Rivoluzione a Basso Costo

Oggi, a trent’anni da quel primo volo, easyJet non è più una startup, ma un colosso con una flotta di centinaia di Airbus e oltre 1.000 rotte.

L’impatto combinato di easyJet e della sua eterna rivale Ryanair sul modo di viaggiare è incalcolabile. Insieme, queste due forze hanno democratizzato i cieli, trasformando il “city break” del weekend da un lusso a un’abitudine e costringendo le compagnie di bandiera a rivedere completamente i loro modelli di business.

Mentre affronta le sfide del futuro, prima fra tutte la sostenibilità, easyJet festeggia i suoi 30 anni da protagonista di una rivoluzione iniziata da un pioniere (Ryanair) e completata da un innovatore (easyJet), cambiando per sempre il volto del continente.