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Italia: diritti aeroportuali e oneri, una panoramica completa

I centro studi della Camera dei deputati, il 29 settembre 2025, ha pubblicato un documento con una panoramica completa e dettagliata in tema di diritti aeroportuali e addizionali sui diritti di imbarco. Vediamola insieme.

I costi che compongono il prezzo finale di un biglietto aereo sono il risultato di una stratificazione normativa e finanziaria complessa, dove i diritti aeroportuali e le successive addizionali sui diritti d’imbarco giocano un ruolo cruciale. Sebbene siano tecnicamente oneri che i vettori aerei versano ai gestori degli scali, il loro peso economico viene quasi integralmente trasferito sul passeggero.

La natura dei diritti aeroportuali: pilastri della gestione aeroportuale

I diritti aeroportuali rappresentano il corrispettivo per l’utilizzo delle infrastrutture e dei servizi essenziali forniti dai gestori aeroportuali. Essi si articolano in tre categorie fondamentali, strettamente legate all’operatività di un volo:

Il Quadro Normativo e la Trasparenza Tariffaria

La determinazione dell’importo di questi diritti non è arbitraria, ma è rigorosamente incardinata nella normativa comunitaria, in particolare la Direttiva 2009/12/CE. Questa direttiva impone un quadro di libera concorrenza e trasparenza, stabilendo che le tariffe debbano essere definite attraverso un confronto regolamentato tra i gestori e le compagnie aeree che operano nello scalo. Tale processo è guidato dai modelli tariffari adottati dall’Autorità dei Trasporti, i quali sono calibrati in funzione del traffico annuo dello scalo, assicurando che i costi siano commisurati ai volumi operativi.

L’Addizionale Comunale: Stratificazione e Finalità

Accanto ai diritti aeroportuali base, lo Stato italiano ha introdotto, a partire dal 2003, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri (Legge n. 350/2003, art. 2, comma 11). Nata inizialmente con un importo simbolico di 1 euro, questa addizionale si è trasformata, nel tempo, in un vero e proprio strumento di politica fiscale con molteplici destinazioni, attraverso una serie di interventi legislativi che ne hanno innalzato l’entità e vincolato l’utilizzo.

Gli incrementi più significativi hanno riguardato:

Le novità 2025: infrastrutture e voli Extra UE

La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) introduce un’importante novità con un incremento di 50 centesimi di euro per i soli passeggeri che volano su tratte extra UE e partono da aeroporti di grandi dimensioni (con traffico superiore ai 10 milioni di passeggeri annui nell’anno precedente).

Questo incremento si distingue per la sua finalità territoriale: i proventi sono destinati a:

Riepilogo

Gli incrementi più significativi hanno riguardato:

Norma LegislativaImporto AggiuntoDestinazione / Motivazione
L. n. 350/2003 (art. 2, co. 11)1 euroIstituzione iniziale (base addizionale comunale)
D.L. n. 7/2005 e D.L. n. 134/2008fino a 3 euroIncremento della base addizionale comunale
D.L. n. 134/2008+ 50 centesimiRiduzione del costo statale per il servizio antincendi aeroportuale
L. n. 92/2012 (art. 4, co. 75)+ 2 euro (dal 1° luglio 2013)Destinato specificamente all’INPS

Vediamo ora questa tabella focalizzandoci, su quanto va ai comuni su cui interessa il sedime di uno scalo aeroportuale. Prendiamo come riferimento l’addizionale standard, che in molti scali è di circa € 6,50 per passeggero:

Quota EuroDestinatario LegaleNorma di RiferimentoRuolo del Comune
€ 2,00INPS (Fondo di Solidarietà per il settore aereo)Legge n. 92/2012Zero: Non è destinato ai comuni.
€ 0,50Fondo Antincendi (Vigili del Fuoco)D.L. n. 134/2008Zero: Non è destinato ai comuni.
Circa € 4,00Parte residua (“Addizionale Comunale” storica)L. n. 350/2003 e successiveLa quota destinata ai comuni aeroportuali. Questa viene ripartita tra i comuni, spesso in base alla percentuale di sedime aeroportuale nel loro territorio.
+ € 0,50Comuni o Enti Locali (solo voli Extra UE in grandi scali, dal 2025)L. n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)Interamente destinata ai comuni (o province/città metropolitane) per opere di urbanizzazione.

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Riscossione, Versamento e Esclusioni

Meccanismi Operativi

La riscossione dell’addizionale e dei suoi incrementi è affidata ai gestori aeroportuali, che utilizzano le stesse procedure previste per i diritti d’imbarco. Le compagnie aeree hanno l’obbligo di versare gli importi riscossi entro tre mesi dalla fine del mese in cui è sorto l’obbligo di pagamento. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) svolge un ruolo di monitoraggio fondamentale, comunicando mensilmente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i dati dettagliati sul numero dei passeggeri imbarcati.

Chiarezza Giuridica e Esclusioni

Ai fini della chiarezza normativa, è stato precisato (D.L. n. 159/2007) che l’addizionale comunale e i suoi incrementi non costituiscono obbligazioni di natura tributaria, pur avendo effetti finanziari analoghi a un’imposta di scopo. Inoltre, la normativa esenta esplicitamente dal pagamento i passeggeri in transito che provengono da scali domestici.

Le Eccezioni Territoriali: Disapplicazione dell’Addizionale

Infine, il panorama dell’addizionale è frammentato da recenti decisioni politiche che hanno portato alla sua disapplicazione in alcune regioni, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la competitività degli scali locali o il turismo:

Queste misure regionali introducono un elemento di disomogeneità nel sistema tariffario nazionale, che potrebbe influire sulle scelte dei vettori e sull’attrattività degli aeroporti coinvolti.

Fonte: Centro studi della Camera dei Deputati