Aeroitalia
Aeroitalia dice addio, benvenuta Air Italy
Ho atteso qualche ora prima di scrivere questo articolo, Aeroitalia sta per cambiare nome. La ragione è semplice: il brand era troppo simile ad Alitalia, il cui marchio è ora proprietà di ITA Airways.
Ho mandato un Whatsappa a Gaetano Intrieri, per capire i dettagli e alla fine, come spesso succede quando ci sentiamo, non abbiamo parlato solo di brand. La conversazione si è allargata, toccando temi caldi come Linate e Roma. Ho la forte sensazione che con Air Italy stiano per arrivare delle novità davvero interessanti.
Perché proprio Air Italy?
“Perché Air Italy?” gli ho chiesto. Gaetano mi ha risposto che è, semplicemente, la traduzione inglese di Aeroitalia e, soprattutto, il brand era libero. Non veniva usato per fini commerciali da cinque anni, quindi era un’opportunità da non perdere.
Come mi aveva già anticipato, non sarà solo una questione di nome e di livrea. È un vero e proprio salto di qualità per il vettore. Aeroitalia è cresciuta, ha raggiunto una stabilità finanziaria che le permette di pensare più in grande. Su questo aspetto non posso ancora svelare nulla, ma sembra che sarà la dimostrazione che, nonostante io ne parli poco, c’è qualcosa di molto concreto dietro una compagnia su cui pochi avrebbero scommesso.
Un dettaglio non da poco su Gaetano: purtroppo siamo su fronti opposti in quanto a costruttori di aerei (io sono per Airbus, lui è un uomo Boeing!), ma la sua intera carriera è stata costruita lavorando con aeromobili Boeing. Li conosce benissimo, anche a livello tecnico.
La spina nel fianco: Linate e gli slot
Chi mi segue lo sa: Linate è un argomento che mi sta a cuore. A quanto pare non solo a me, anche a Gaetano.
Ho sempre sostenuto che nessuno meglio di SEA sia in grado di coordinare al meglio un network di destinazioni e vettori nel City Airport di Milano. Ma ho anche sempre criticato aspramente la politica per non aver dato allo scalo ciò che merita, bloccando la libera competizione. Prima hanno dato il monopolio ad Alitalia e poi hanno deciso di assegnare gli slot liberati da ITA Airways a un unico vettore.
Si sono dimenticati che in Italia esiste un coordinatore che avrebbe dovuto riassegnare quegli slot seguendo le regole vigenti! Invece, hanno scelto di accettare condizioni europee che hanno favorito un solo soggetto: easyJet. Questa scelta non ha portato maggiore dinamismo al sistema aeroportuale lombardo, usando come scusa presunte “rotte critiche” che, sappiamo bene, non lo sono affatto, con un semplice vincolo di soli 3 anni, a dimostrazione, che critiche non lo sono. Non hanno favorito i milioni di persone che usano lo scalo di Milano, ma un solo player.
La storia di Milano Linate è pieni di errori della politica, a partire da quel decreto storico che serviva a spingere l’apertura di Milano Malpensa. Il danno maggiore, però, è arrivato dopo: non si è mai consentita una vera competizione a Linate. Di fatto, l’aeroporto è rimasto quasi in monopolio alla compagnia di bandiera. Una compagnia che, ricordiamolo, è stata mantenuta in vita per anni con miliardi di fondi pubblici prelevati dalle tasche di tutti gli italiani.
Chiudo la parentesi Linate con una notizia che Gaetano mi ha confermato: Air Italy non resterà a guardare. Hanno intenzione di chiedere l’intervento delle autorità competenti.