Aviazione USA
Voli cancellati USA, Trump blocca rimborsi automatici: le conseguenze…
L’amministrazione Trump ha fermato la proposta di legge, ereditata da Biden, che avrebbe garantito risarcimenti automatici in denaro per ritardi e cancellazioni.
La decisione, accolta con favore dalle compagnie aeree, scatena la polemica sul conflitto di interessi del nuovo Segretario ai Trasporti, ex lobbista del settore.
Un dietrofront che peserà sui viaggiatori di tutto il mondo. Con una decisione annunciata venerdì scorso, l’amministrazione del Presidente Donald Trump ha ufficialmente sospeso la proposta di legge che avrebbe introdotto per la prima volta negli Stati Uniti un sistema di rimborso obbligatorio in denaro per i passeggeri vittime di gravi ritardi o cancellazioni.
La norma, fortemente voluta dall’amministrazione Biden, mirava ad allineare le tutele dei consumatori americani a quelle già in vigore in Europa, ma è stata bloccata prima ancora di poter entrare in vigore.
Cosa Prevedeva la Proposta di Legge sui Rimborsi
La regola, promossa dall’ex Segretario ai Trasporti Pete Buttigieg, rappresentava una potenziale rivoluzione per i diritti dei passeggeri negli USA. Prevedeva un indennizzo monetario automatico, e non più semplici voucher o buoni pasto, qualora il disagio fosse imputabile alla compagnia aerea. Le cifre proposte erano significative:
- Fino a 300 dollari per i voli nazionali
- Fino a 775 dollari per quelli internazionali
Questo meccanismo era ispirato al noto Regolamento europeo (CE) n. 261/2004, che da anni garantisce rimborsi ai viaggiatori nel Vecchio Continente per ritardi a partire da tre ore.
Il Conflitto di Interessi del Nuovo Segretario
La marcia indietro è stata una delle prime mosse di Sean Duffy, il nuovo Segretario ai Trasporti nominato da Trump. Una scelta che ha immediatamente acceso i riflettori su un palese conflitto di interessi. Fino a poco tempo fa, infatti, Duffy lavorava come lobbista per conto di un’importante alleanza di compagnie aeree statunitensi, negoziando per loro conto proprio in Europa.
L’accusa è arrivata diretta dal suo predecessore, Pete Buttigieg, che ha definito la decisione una vittoria per le lobby e una sconfitta per i cittadini. “Il nuovo Segretario non ha perso tempo a mettersi al servizio dei suoi ex datori di lavoro”, ha dichiarato Buttigieg, sottolineando come la sospensione della norma vada a esclusivo vantaggio dei bilanci delle compagnie aeree.
La Reazione delle Compagnie Aeree e delle Lobby
Le compagnie, dal canto loro, non hanno nascosto la propria soddisfazione. Da tempo si opponevano alla regola, definendola un onere economico insostenibile che avrebbe portato a un inevitabile aumento del costo dei biglietti. Le associazioni di categoria hanno applaudito la mossa dell’amministrazione Trump come un “ritorno al buon senso“, sostenendo che le forze di mercato, e non una rigida regolamentazione, dovrebbero governare il rapporto con i clienti.
Questa decisione si inserisce in un contesto di stretti legami tra l’industria del trasporto aereo e la politica. Negli anni, il settore ha investito decine di milioni di dollari in attività di lobbying e contributi elettorali. Sebbene sia complesso stabilire un legame diretto di causa-effetto, è un dato di fatto che la ricompensa per questo sostegno politico si sia ora materializzata in una vittoria legislativa di grande valore per le compagnie.
Cosa Cambia per i Viaggiatori
Per i viaggiatori, la conseguenza è chiara: per il momento, chi vola negli Stati Uniti continuerà ad avere meno diritti e tutele rispetto a chi viaggia in Europa. In caso di cancellazione o ritardo, dovranno ancora affidarsi alle singole policy delle compagnie, spesso limitate a buoni pasto e notti in hotel, senza la certezza di un equo risarcimento economico per il disagio subito. La battaglia tra diritti dei consumatori e interessi delle corporation, nei cieli americani, è ancora una volta vinta da queste ultime.