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Sciopero easyJet in Italia: 36 voli cancellati
Le prime ore dello sciopero del personale di easyJet avevano suggerito un impatto limitato, con una scarsa adesione da parte del sindacato USB, unica sigla a proclamare la protesta.
Tuttavia, i dati definitivi della giornata hanno smentito questa prima impressione, rivelando una situazione ben più complessa e un impatto operativo significativo.
Il bilancio finale della protesta ha contato un totale di 36 voli cancellati, 17 rotazioni da Malpensa ed 1 da Napoli. L’epicentro del disagio è stato l’aeroporto di Milano Malpensa, dove sono state cancellate ben 17 rotazioni, pari a 34 voli totali. A ciò si aggiunge un effetto a catena che ha portato alla cancellazione di un’ulteriore partenza da Napoli, a causa della mancanza di personale bloccato nello scalo milanese.
Le ragioni della protesta, proclamata dall’Unione Sindacale di Base (USB), toccano diversi aspetti delle condizioni di lavoro. Il sindacato denuncia una progressiva perdita di tutele e un peggioramento delle condizioni, attribuendoli a precise scelte aziendali.
In una nota USB descrive “sorprendente e massiccia l’adesione allo sciopero di USB da parte dipendenti EasyJet allo sciopero odierno sui voli in partenza da tutto il territorio nazionale dalle basi di Malpensa, Linate, Napoli e Fiumicino,” ed aggiunge “è il più partecipato nella storia di EasyJet negli ultimi 10 anni. Sono rispettate le fasce di garanzia e i voli previsti da Enac. Si tratta di una eccezionale risposta che ha portato ad una percentuale di cancellazioni che al momento, va oltre il 40% dei voli e che EasyJet non può più ignorare.“
Pur riconoscendo che il contratto di easyJet è ancora considerato tra i migliori del settore in Italia, i 4 punti che il sindacato USB ha messo al centro dell’agitazione di ieri, posso confermare per esperienza indiretta che sono la realtà ormai dalla scorsa estate.
easyJet dovrebbe semplicemente ammettere le carenze e programmare in modo diverso i turni, dando “respiro” al personale che se portato allo stremo può utilizzare senza possibilità alcuna di rifiuto da parte della compagnia, della “fatigue”, ovvero stanchezza che rende impossibile all’assistente di volo o al pilota di lavorare garantendo la sicurezza del volo.