Aviation
Si potrà volare con un biglietto di un altra…
E’ potenzialmente possibile da tempo in Germania, lo è da qualche giorno anche in Italia, dato che per salire a bordo di voli nazionali o diretti verso Paesi dell’area Schengen, è ora sufficiente presentare la sola carta d’imbarco, senza la verifica dell’identità.
Questa decisione, presa dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), ha ottenuto il via libera dal Ministero dell’Interno e mira a snellire significativamente le procedure di imbarco. Ma molto si chiedono, visto che al gate in Italia era l’unico passaggio in cui veniva confermata l’identità del passeggero, come sia possibile ora effettuare questo controllo, rendendo ora possibile anche in Italia, la possibilità di imbarcarsi con una carta di imbarco di un altro passeggero, aprendo la strada ad un problema di sicurezza e anche assicurativo.
Un Passaggio Verso l’Efficienza Europea
L’intento principale di questa modifica è velocizzare e semplificare le operazioni d’imbarco dei passeggeri. Fino a poco tempo fa, in Italia, la verifica del documento d’identità era prassi consolidata e spesso l’unico punto di controllo visivo tra il documento e la carta d’imbarco avveniva al gate. Con la nuova disposizione, questo passaggio finale è stato eliminato per i voli Schengen, allineando l’Italia a pratiche già consolidate in altri Paesi europei come la Germania. L’Enac ha spiegato al Corriere Della Sera, che questa iniziativa è una “modifica del programma nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile“, evidenziando la volontà di rendere l’esperienza in aeroporto più fluida.
La Questione della Sicurezza e dell’Identificazione
La decisione solleva, tuttavia, una questione fondamentale riguardante la sicurezza e l’identificazione dei passeggeri. Se l’unico momento in cui il documento d’identità veniva confrontato con la carta d’imbarco era al gate, e questo controllo viene ora meno, sorge la legittima preoccupazione che un passeggero possa utilizzare un biglietto con un nome diverso dal proprio.
In assenza di altri controlli documentali stringenti ai varchi d’accesso o ai controlli di sicurezza, l’eliminazione di questo passaggio crea una potenziale vulnerabilità.
L’Enac ha affermato che la sicurezza non sarebbe compromessa, poiché “garantita dall’applicazione delle specifiche misure di sicurezza previste per lo screening del passeggero, come prescritto dalla vigente normativa dell’Unione europea“. Tuttavia, è cruciale specificare che queste “misure di sicurezza” si riferiscono primariamente allo screening fisico del passeggero e dei suoi bagagli (ad esempio, metal detector, raggi X), e non necessariamente a una verifica dell’identità personale in altri punti dell’aeroporto, che in Italia non era una prassi diffusa al di fuori del gate.
Questo significa che, mentre il rischio legato ad oggetti proibiti o minacce fisiche è mitigato dai controlli di sicurezza, la potenziale possibilità di viaggiare sotto falsa identità – se non ci sono altri meccanismi per la verifica incrociata del nome sul biglietto e sul documento – rappresenta una sfida che merita attenzione.
Questa iniziativa, pur mirando a una maggiore efficienza nell’esperienza di viaggio, richiede una chiara comprensione delle sue implicazioni sulla verifica dell’identità, non è detto che tutte le normative e regolamenti europei siano automaticamente privi di “difetti“.