Biofuel SAF

Aumentiamo produzione SAF, mentre investiamo in Idrogeno ed elettrico

Tempo di lettura 2 minuti

Una visione comune di tutto il settore dell’aviazione mondiale vede improbabile l’introduzione di tecnologie di propulsione elettrica o ad idrogeno prima del 2035-2040, in questi 20 anni però esiste una tecnologia già matura che è in grado di ridurre le emissioni dell’aviazione di CO2 fino all’80%, stiamo parlando del SAF, ovvero Sustainable Aviation Fuel.

Il SAF può essere a suo volta prodotto con un basso impatto ambientale e con fino a zero emissioni in atmosfera, con ciclo di produzione al 100% green, questo è l’obbiettivo dei produttori mondiali di carburante, tra cui l’Italiana Eni, il produttore di SAF più conosciuto Neste ed anche di Shell, solo per citarne alcuni.

Il Sustainable Aviation Fuel (SAF) è l’unico modo realmente praticabile per ridurre significativamente le emissioni del trasporto aereo nel breve e medio termine.

Il SAF come abbiamo già detto, può essere prodotto al 100% GREEN, non solo l’energia utilizzata può essere prodotta da fonti rinnovabili, ma la materia prima utilizzata è al 100% vegetale, possono essere utilizzate materie prime “di primo uso” ovvero coltivate appositamente, o utilizzati scarti alimentari, come ad esempio l’olio esausto di cucina e rifiuti urbani.

Attualmente gli aeromobili più diffusi, sono certificati per utilizzare SAF miscelato al 50%, Airbus, Boeing e Embraer, stanno continuando a testare i propri modelli per poter ottenere la certificazione ad utilizzare il 100% di SAF, questo sarà possibile in breve tempo.

La produzione di SAF è ancora però limitata, il settore dell’aviazione sta investendo congiuntamente per aumentare la produzione di SAF in modo incrementale, compagnie aeree, aeroporti, produttori di aerei, affiancano le aziende chimiche per realizzare nuovi impianti ed ampliare la produzione, anche di quelli esistenti.

Questo processo contribuirà a rendere il SAF più economico di oggi, l’attuale costo è superiore del carburante tradizionale e disponibile su larga scala.

Uno sforzo comune che sostenuto dai governi può rendere possibile raggiungere un risultato più che soddisfacente, anche in breve tempo, rendendo l’aviazione, anche grazie alle nuove tecnologie adottate nei nuovi aerei, un utilizzo del cielo più efficiente, con ad esempio l’adozione del Cielo Unico Europeo, sostenibile dal punto di vista ambientale, più di oggi.

E’ un interesse comune di tutta l’industria, non solo degli ambientalisti e delle comunità locali, le compagnie aeree ad esempio, adottano ogni giorno procedure sempre più efficienti per ridurre il consumo di carburante, per ottimizzare il network evitando voli inutili e non redditizi, ottimizzando le rotte (fin dove è possibile), rendendo più efficienti i processi legati all’operativo a terra e durante il volo, tutto ciò si traduce, in minor consumi e una riduzione delle emissioni.

E’ corretto quindi investire in tecnologie sempre più pulite, ma non può essere messo in secondo piano l’utilizzo di tecnologie già mature.

Mente si fa ricerca sulle tecnologie del domani, nella comunicazione alle comunità ed al passeggero, questo deve essere tenuto ben presente, tutti devono sapere che molto si sta facendo già oggi, perché è interesse comune di tutti ottenere risultati che anche se di diversa natura, portano ad un unico risultato, una riduzione delle emissioni ed un aviazione ancora più sostenibile di quella che non è già oggi.