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Non è arrivata la fine del low cost

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Ha fatto molto parlare e riflettere un estratto di un intervista di Michael O’Leary che conoscendo la sua dialettica, del tutto personale e che sempre lo contraddistingue, non aveva alcuna intenzione di affermare che è arrivata la fine delle low cost.

Certo, attualmente stiamo assistendo ad uno scenario in cui i costi del carburante sono aumentati, ma è anche vero che è probabile sia stato raggiunto un picco, si continua ad investire per ridurre la domanda ovvero il cosumo (di carburante), il costo del carburante tornerà a diminuire (alla pompa sta già avvenendo) e gli aerei più nuovi ne consumano fino al 25% in meno (media), fattori che hanno un impatto sui costi delle compagnie.

Ryanair anche per voce del CEO di Ryanair DAC Eddie Wilson (per chi non lo sapesse Michael O’Leary è il CEO del Gruppo Ryanair che controlla: Ryanair DAC, Malta Air, Lauda e Buzz) lo ha ribadito:”continueremo a vendere biglietti a 9,90 o 19,90 euro, ma saranno meno“.

Per ogni volo infatti, con percentuali differenti, le compagnie low cost, vendono un numero di biglietti limitato ad un costo, spesso “sotto-costo”, la maggior parte dei posti viene venduto a tariffe ben più elevate, capita non raramente che la compagnia low cost arrivi a vendere biglietti ad un prezzo superiore di una compagnia legacy, ovviamente tenendo conto anche del costo dei servizi accessori.

Vediamo il caso concreto di Ryanair: ha una catena di approvvigionamento, manutenzione e più in generale dei costi, ottimizzata al massimo, uno dei motivi per cui è riuscita, nonostante tariffe per ora non superiore a quelle del 2019 a raggiungere nuovamente il profitto dopo due anni di pandemia, ovviamente per raggiungere questo risultato è stato fondamentale riuscire ad operare più voli del 2019 e Ryanair lo ha fatto, a differenza di molte altre, senza ritardi degni di nota o cancellazioni, anche perché non solo non aveva licenziato il personale durante la pandemia ma ha iniziato a riassumere 6 mesi prima dell’inizio della S22.

Bisogna conoscere il settore, non solo ascoltare le dichiarazioni dei CEO che come spesso ho fatto notare, soprattutto quelle di Michael devono essere interpretate, comprese, diventare spunti di riflessione.

Eppure ascolto servizi in radio e TV o leggo articoli di stampa che danno per deceduto il low cost e con un gioco direi “sporco” ne approfitta per parlare dell’aviazione in generale, accusandola di essere un attore importante come fonte di inquinamento mondiale. (di questo ne parleremo in un altro articolo)

Conti in rosso per chi ha commesso errori

Air France-KLM è in attivo, il gruppo IAG è in Attivo, Lufthansa è in attivo, Ryanair è in attivo, easyJet è ancora in perdita, Wizz Air è in forte perdita.

Eppure si è sempre detto che le prime a raggiungere il profitto sarebbero state le low cost, come mai easyJet e Wizz Air non lo hanno ancora fatto? Semplicemente hanno commesso errori.

Del caso easyJet ne ho già parlato largamente, ora vediamo meglio il caso Wizz Air che ha dell’interessante, lo approfondisco in questo articolo.