Coronavirus ITALIA

Misure ancora contraddittorie dal nuovo DPCM

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Non mi aspettavo nulla di diverso a dire il vero, visti i precedenti, ma un DPCM così pieno di contraddizioni e con poco senso, proprio no.

Hanno superato se stessi, bisogna ammetterlo e mi spiace dirlo, perchè la responsabilità in capo al presidente del Consiglio e ai membri del governo è senza precedenti nella storia della repubblica, ma sono ingiustificabili alcune misure prese in questo ultimo DPCM.

Lo stesso Sileri, vice ministro della sanità, non era e non è pienamente d’accordo sulle misure e ci tiene a sottolinearlo: “Io ho sempre pensato che laddove c’e’ un protocollo e dove il protocollo viene rispettato con rigore e severita’ il rischio contagio e’ sicuramente molto basso. Su queste misure io non ero pienamente d’accordo, non sono, a dire il vero, pienamente d’accordo“.

Anche il ministro dello sport Spadafora, ieri sera a Che tempo che fa “Dove esiste un protocollo approvato dal ministero della salute e dal CTS è un luogo sicuro, come palestre, cinema e teatri”.

E invece hanno chiuso palestre, cinema, teatri, dove sono stati attivati protocolli rigidi dalla fine del lockdown, sono state investite risorse dai gestori per allinearsi e non si registrano un numero di contagi tale da renderli luoghi a rischio.

Hanno chiuso i ristoranti ed i bar alle 18, qual’è il senso? Anche se il fine è ridurre al minimo la circolazione e far rimanere il più possibile la gente a casa, non era possibile attuare norme più severe ma giuste mantenendo aperte quelle attività che rispettano le linee guida anti contagio? Evitando ciò che aumenta davvero il rischio, ovvero gli assembramenti?

Perchè hanno lasciato aperti i centri commerciali, che con l’inverno si riempiranno di gente senza adeguati sistemi di areazione ? Vendono beni di prima necessità? Non mi sembra, il nostro paese è pieno di supermercati e farmacie di “vicinato” ed anche no, ma non inseriti in contesti come centri commerciali al chiuso.

l’Alta Velocità, tutti treni nuovi, con un protocollo di sanificazione rigido, rimangono al 50% della capacità.

Il trasporto pubblico locale, autobus, treni regionali, rimangono all’80%, spesso e lo dimostrano le immagini e i video che circolano in rete stracarichi, questi non sono a rischio?

Passiamo al trasporto aereo, il governo non ha ancora pensato a come tutelare adeguatamente il settore nella sua interezza, non basta la CIGS e il fondo volo, ma servono misure concrete anche per aeroporti e aziende dell’indotto.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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