easyJet

easyJet, sarebbe stato ugualmente inevitabile

Tempo di lettura 2 minuti

Un duro colpo, anche se del tutto in linea con le previsioni, la notizia ufficializzata da easyJet sul piano del taglio di personale, per tutte le basi inglesi e Berlino.

Di quanto i piani di easyJet siano stati in questi ultimi anni un po’ sbilanciati verso una crescita eccessiva su alcuni mercati e meno su altri era chiaro anche prima della crisi.

Un numero di assunzioni di personale di bordo, superiore alla reale necessità ed al piano di crescita, unito alla Brexit che ha portato con se diverse basi in over Crew e un network per il Regno Unito e Germania non in linea con il modello di business di easyJet.

Un numero di frequenze eccessivo nel mercato inglese, un operativo che nonostante un margine positivo, doveva essere ridotto anche prima, un load factor di appena l’80% che da un analisi delle rotte e frequenze rende necessario un ottimizzazione del network in UK per aumentare LF e margine, quindi meno aerei e meno personale.

Un obbiettivo che nonostante in easyJet batte un cuore inglese, doveva essere previsto già prima, evitando un eccessiva crescita delle basi in UK in particolare LGW e ridurre il numero di voli ottimizzando frequenze e rotte, easyJet deve cominciare ad accettare e riconoscersi cone europea, lo avevo già fatto notare, e’ fondamentale per il futuro del vettore.

Germania, un piano ambizioso quello di easyJet quando decise di puntare su TXL assorbendo parte del network, personale e aeromobili di Air Berlin, ma che dopo due anni di risultati “pessimi” con margini negativi anche del 30-35% e l’ottimismo del CEO Lundgren ancora ad inizio 2019, non poteva che essere prevedibile per chi conosce il mercato del trasporto aereo in Germania.

Una decisione che doveva essere valutata con piu attenzione e cautela come si era solito fare in easyJet che da sempre si contraddistingue per essere una delle migliori compagnie low cost non solo per l’ottimo trattamento del suo personale ma per la cautela per ogni piccolo o grande passo, a volte esagerata, a volte no e il suo orange spirit che ahimè sta dando qualche cenno di cedimento.

Non è stato facile per me come non lo è ora criticare un azienda, che chi mi conosce lo sa, e’ parte del mio cuore, vivo in prima persona questa fase di incertezza tifando e dando tutto il mio supporto affinché easyJet torni ad essere davvero #orange, ma non posso evitare di mettere in evidenza errori di un passato molto vicino che prima o poi dovevano essere ugualmente risolti.

Altri mercati come la Francia e L’Italia vanno bene, sarà Milano Malpensa probabilmente a diventare il nuove cuore di easyJet, vista la riduzione di personale anche a Londra Gatwick, le basi italiane e quelle francesi se verranno coinvolte, lo saranno solo marginalmente anche grazie al meccanismo di cassa integrazione in Italia ed a uno simile in Francia, ma i numeri parlano chiaro, con un ritorno alla normalità nessuno dei due mercati preoccupa più di tanto, visti gli evidenti segni di ripresa della domanda, la nuova Alitalia? non è e non sarà un problema.

Mi spiace per gli amici inglesi e tedeschi, ma ormai era inevitabile, in bocca al lupo ragazzi! 🧡

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

Rispondi