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Alitalia richiede più Cigs

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Ogni scusa è buona per Alitalia per utilizzare la Cassa Integrazione, il vettore infatti a causa della diminuzione della richiesta provocata dal Coronavirus, ha richiesto di utilizzare lo strumento della Cigs per quasi 4 mila dipendenti per 7 mesi.

Direi che sia il momento di dire basta, anche se a questo punto sarebbe anche coerente che venga concessa per consentire la conclusione del bando per la vendita o del fallimento, ma così come viene concessa ad Alitalia, dovrebbe essere concessa anche agli altri vettori con basi italiane che ne farebbero richiesta nel caso limite in cui le misure adottate non bastino.

Tutelare il dipendente è anche a parer mio la prima cosa da fare, ma mantenere in vita un paziente in stato comatoso, dopo un certo periodo di tempo è anche giusto staccare la spina, anche perchè non si possono utilizzare due pesi e due misure, e Alitalia in 15 anni ha bruciato miliardi di euro senza alcun effetto positivo.

Esistono poi altri vettori nel libero mercato dell’aviazione, che devono essere tutelati, in egual modo.

Il modo migliore per tutelare il posto di lavoro dei dipendenti di qualsiasi azienda, è garantire una stabilità finanziaria ed una posizione sul mercato in grado di farla competere, altrimenti la morte è giustamente dietro l’angolo.

Un portavoce di Alitalia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “A partire da lunedì 24 febbraio, il tasso di mancata presentazione negli aeroporti dei passeggeri prenotati è aumentato in modo anomalo e la tendenza delle nuove prenotazioni è rallentata notevolmente. Diverse linee guida di paesi esteri che scoraggiano i viaggi in Italia stanno producendo un effetto particolare sulla domanda proveniente dai mercati esteri. La compagnia aerea ha quindi proceduto all’annullamento dei servizi con un gran numero di posti non occupati a causa dell’effetto che Coronavirus ha determinato nel comportamento di viaggio dei volantini. Complessivamente, tutte le azioni di riduzione della capacità intraprese dalla Compagnia su 38 rotte nazionali e internazionali sono attribuibili alla minore domanda di posti, anche a causa dell’aumento del numero di restrizioni sui voli e passeggeri dall’Italia”

La Cigs, dal 24 marzo al 31 ottobre, è stata richiesta per complessivi 3.960 dipendenti. Nello specifico, si tratta di 1.175 persone – di cui 70 comandanti, 95 piloti e 340 assistenti di volo e 670 del personale di terra –  numeri ai quali vanno aggiunti un massimo di altri 2.785 dipendenti per imprevisti legati all’emergenza coronavirus: 143 comandanti, 182 piloti, 780 assistenti di volo, 1680 personale di terra.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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