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Capodanno cinese in aeroporto a Venezia

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Le celebrazioni del Capodanno in aeroporto rientrano tutte nella cornice della certificazione Welcome Chinese, certificazione che attesta standard di ospitalità per il turista e l’utente cinese.

China Corner – Mostra di antichi abiti cinesi provenienti dallo Shangdong Vocational Institute of Fashion Technology, dal 22 al 25 gennaio. 

Nelle due nicchie espositive allestite al primo piano del Terminal (landside) sono esposti sei abiti tradizionali cinesi cuciti dalla Shandong Vocational Institute of Fashion Technology.  

Mianfu, è l’abito che veniva indossato dagli imperatori per la cerimonia di incoronazione durante le dinastie Qin (221 a.c. – 206 a.c.) e Han (206 a.c. – 220 d.c.). Il nome di questo abito deriva da mian che significa copricapo e fu che indica l’abito. Peculiarità di questo abito cerimoniale è il colore: al cambiare della dinastia cambia anche il colore dell’abito. Si tramanda che sotto la reggenza dei tre leggendari imperatori Huangdi, Yao e Shun, famosi per la loro saggezza, fossero stati introdotti alcuni ricami ornamentali eseguiti su mianfu nero: il sole, la luna, le stelle, il serpente della montagna Longhua, le antiche leggi, il riso con le alghe. La corona invece è composta da una larga falda nera, dalle quale scendono delle perle di giada.

Stilista: Zheng Jun, Wu Airong 

Abito dalle lunghe maniche. L’abito femminile dalle lunghe maniche è rappresentativo della dinastia Tang (618 – 907 dC.), è estremante elegante e femminile. Le maniche così larghe stanno a rappresentare l’abbondanza, sono il simbolo di questo periodo di florida crescita economica e arricchimento culturale.

Stilista: Xue Wei, Zhang Miao 

Abito ufficiale della Dinastia Song. In epoca Song (960 – 1279dC.) ad ogni mansione corrispondeva un abbigliamento prestabilito, per questo gli abiti usati all’interno della corte erano molteplici. Per citarne alcuni vi erano abiti cerimoniali, come a esempio quello per il rito sacrificale, per i vari gradi dei membri della corte, per gli ufficiali pubblici, ma anche l’uniforme militare e l’abito funebre. Questo rigido sistema di abbigliamento, usato come una vera e propria uniforme, fu introdotto dopo l’ascesa al potere del primo imperatore Song. Questo codice di abbigliamento aveva lo scopo di evidenziare l’ordine gerarchico feudale e quindi il ruolo ricoperto all’interno della gerarchia di corte, dividendo chiaramente le caste sociali tra superiori e inferiori. Il consolidamento delle caste rinsaldò la morale feudale con lo scopo di mantenere la supremazia della classe governante. Questo abbigliamento introdotto dall’epoca Song ha di fatto portato al consolidamento dell’“etichetta”.

Stilista: Song Yong, Ye Feng

Abito femminile della dinastia Qing. Lo stile degli abiti femminili cinesi ha avuto una grande evoluzione soprattutto tra la dinastia Han (206 aC. – 220 dC.) e l’ultima dinastia cinese i Qing (1644 – 1911 dC.) di origine Manciù. Durante la reggenza degli imperatori Kangxi e Yongzheng le donne di etnia Han hanno continuato a indossare gli abiti di epoca Ming (1368 – 1644 dC.) con le maniche alla moda del tempo e le lunghe gonne. Dopo l’imperatore Qianlong l’abbigliamento iniziò a cambiare forma, sviluppando delle linee più ampie e leggermente più corte. Nell’ultimo periodo della dinastia Qing, le donne che vivevano in città avevano iniziato a indossare costosi pantaloni decorati in pizzo. Le donne di etnia Manciù invece indossavano abiti e scarpe a “bandiera” con decorazioni floreali.

Stilista: Wang Caixia, Zhang Xiuying

Lo Shandong Vocational Institute of Fashion Technology è un college pubblico fondato dalla provincia dello Shangdong e dal Ministero dell’Istruzione Cinese nel 2000. Il college si trova nella storia città Tai’An nella provincia dello Shandong, culla della cultura cinese. L’istituto, che copre un’area di 230mila metri quadri edificati, vanta 10mila studenti immatricolati. I corsi di laurea sono molteplici. Si spazia dall’ingegneria tessile al management, dal disegno alla realizzazione dei vestiti, dall’international trade all’economia, con corsi di finanza, turismo, ingegneria informatica e scienze applicate. Gli abiti esposti a Venezia sono quindi delle riproduzioni che si rifanno ai modelli originali. Per ogni abito viene indicato il nome dello stilista che ne ha seguito la creazione. 

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