Mestre

Mestre, non solo M9 ma anche Toniolo

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Solo nel 2018, dopo l’acquisizione da parte del comune e l’avvio del restauro, il Toniolo e’ diventato il teatro che conosciamo oggi.

Pochi sanno che il primo teatro di Mestre, non fu il Toniolo agli inizi del 900, ma il teatro Balbi, dove attualmente c’è la galleria teatro Vecchio, che non a caso si chiama così.

TEATRO BALBI fu realizzato nel 1778 su un fondo di proprietà di un patrizio veneto Almerico balbi, un progetto maestoso, che per chi conosce il Toniolo sarebbe circa 3 volte più grande.

Pensate che a quel tempo fu definito uno dei migliori teatri d’Italia, per la sua grandezza ed armonica.


I lavori durarono nove mesi, lasciando tutti affascinati dalla grandiosità dell’opera:

apicel’atrio era fiancheggiato da botteghe di caffè e confetterie mentre sopra furono erette in due piani due Sale maestose con camere adiacenti per prove dell’Opera e altri usi.
Vastissimo era il palcoscenico, capace di ospitare gli spettacoli più grandiosi: l’ultima rappresentazione fu il dramma giocoso “ La caccia di Arrigo IV “ dove fecero la loro comparsa 12 ballerini, 26 figuranti, 80 granatieri austriaci, 16 ussari con i loro cavalli e 12 cani, tutto questo per raffigurare la scena della caccia ad un cervo in corsa.
Il Teatro Balbi era una delle mete preferite, assieme a quella mestrina, della nobiltà veneziana che da Venezia con le barche scendeva attraverso il Canal Salso per recarsi alle rappresentazioni.

Ho lasciato volutamente inalterato il testo del paragrafo precedente, che Samuele Schiavon di Mestre antica ha scritto così bene, dando modo a tutti noi, di chiudere gli occhi e immaginare di vedere il teatro ancora in piedi in tutta la sua maestosità e pensare a come sarebbe la nostra città, se nel 1811 non fosse stato demolito per lasciar spazio, come spesso è successo per mestre, ad abitazioni.

Oggi l’unico teatro perfettamente recuperato e operativo, è il teatro Toniolo, diventato negli anni 90, uno dei simboli della voglia di riscatto della città.

Una breve storia del teatro

Nei primi del 900 come oggi, Mestre sentì la necessità di dotarsi di un teatro e tra il 1911 e il 1912 i fratelli Domenico, Marco e Giovanni Toniolo acquistarono dei terreni fra la via Castelvecchio ed i Sabbioni. Nel 1912. La prima pietra del Teatro fu posta il 12 aprile 1912 e i lavori furono terminati in 17 mesi.
Il progetto era stato affidato all’ingegner Giorgio Francesconi ed originariamente aveva un solo ordine di palchi e la loggia e poteva ospitare fino a mille spettatori.

Il soffitto era ornato dal dipinto di Alessandro Pomi ‘Il Trionfo di Apollo’ e dotato di un impianto di riscaldamento alimentato da una caldaia a vapore e un cavo sotterraneo lo collegava al trasformatore dei ponte della Madonetta di modo che anche in caso di guasti alle linee urbane l’illuminazione era assicurata.
Due casse armoniche poste sotto l’orchestra, i palchi e la loggia assicuravano al teatro, il cui interno era tutto in legno, una magnifica acustica. La decorazione e gli stucchi furono eseguite dall’impresa mestrina di Antonio Miotti. La loggia era tutta in legno mentre i soppalchi, tranne i pavimenti, erano in pietra e mattoni.

Non essendo stato presente, posso immaginare che l’inaugurazione del teatro, per il significato che questo evento aveva per la città, fu per Mestre un grande giorno.

Non dimentichiamo che la realizzazione del Toniolo si inseriva in un progetto ben più ampio di riqualificazione dell’intera zona, con la costruzione della galleria Toniolo e palazzi limitrofi e, quasi contemporaneamente, il rifacimento, per iniziativa congiunta di Arcangelo Vivit, Domenico Toniolo, Pietro Barbaro e infine della trevigiana Banca Cattolica di San Liberale, dell’intera parte terminale del lato occidentale di Piazza Ferretto, compreso tra l’albergo Al Vapore e la casa Barbaro al ponte della Campana, conferendole un indubbio aspetto di signorilità.

Il restauro

Fu con gli ultimi lavori di restauro nel 2008 che il Tetro, dopo alcuni anni a cavallo tra gli anni 80 e 90, con la direzione artistica di Giorgio Gaber, stagioni in cui il cartellone proponeva opere capaci di attrarre ed aumentar il numero degli spettatori, facendo sentire la voglia di cultura di una città che anche nell’ombra di Venezia, esisteva.

Nel 2008 quando iniziarono i lavori di restauro, il teatro era passato in mano al comune che lo acquistò, i lavori proseguirono per alcuni anni, subordinando natura e modalità degli interventi, a salvaguardia delle stagioni in corso e la loro piena fruibilità da parte del pubblico.

Il progetto è stato articolato in 3 parti come i corpi di fabbrica, ciascuno con proprie peculiarità sul piano tecnico (costruttivo e impiantistico), funzionale, estetico. A queste si aggiunge la sistemazione degli spazi esterni.

L’intervento – che ha riguardato 2300 mq complessivi – si è articolato in sette anni ed ha richiesto investimenti per 7.700.000 euro. Oltre a tutte le parti interne, sono stati restaurati con tecnica di marmorino tradizionale i prospetti relativi a Via Ospedale di 568m, alla piazzetta antistante di 278m, alla corte di 368m e al corpo dei camerini di 250m. I lavori del settimo ed ultimo stralcio del restauro del Teatro hanno avuto inizio il 21 Marzo 2007 e sono terminati formalmente il 5 Novembre dello stesso anno. Realizzati senza incidere sulla programmazione teatrale, costituiscono il completamento di un intervento complessivo cominciato nel 2001, frutto della volontà di migliorare costantemente la qualità del servizio e di offrire alla comunità un Teatro moderno, pronto ad affrontare la sfida culturale di una città ambiziosa.

Il cartellone

Il cartellone dal 2008 in poi è sempre stato curato e ricco di opere da essere paragonabile ad altri importanti teatri.

Questo a conferma che Mestre fu considerata non solo dal settore cultura del comune che da subito anche grazie al teatro Stabile del Veneto, svolsero un ottimo lavoro, per dare importanza ad uno spazio culturale di una città, che non poteva più essere considerata dormitorio e che stava riscoprendo se stessa.

Già dalla prima stagione il teatro era sempre pieno, gli abbonamenti terminavano quasi subito aperta la prevendita, e le richieste continuavano a crescere, oggi il Toniolo è considerato piccolo per Mestre e si pensa ad un teatro più grande.

La stagione 2018.19 del Toniolo

L’introduzione del libretto di Giorgia Pea Presidente Commissione Cultura del Comune di Venezia

apiceIl teatro, la prosa, il balletto, le mostre ed i dialoghi con gli artisti, le sperimentazioni, gli stage ed i concorsi hanno finalmente trovato casa a Mestre, che si conferma generosa e tenace fucina di preziose proposte culturali autoctone e cosmopolite.
La nostra città è diventata sempre più – grazie all’impegno del Sindaco Brugnaro e all’eclettismo che la caratterizza da sempre – un vero punto di riferimento per tutti coloro, soprattutto le donne, i giovani, i sognatori e i visionari, che credono che l’arte contribuisca in modo significativo a migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone e che non sia mai troppo presto, né troppo tardi, per appassionarsi a qualcosa che ci arricchisca dentro, in alternativa al bulimico consumismo di questo momento storico.

È davvero un immenso onore e privilegio per me inaugurare un nuovo capitolo della storia del Toniolo perché, ogni volta che un teatro presenta una nuova stagione, in fondo, raccoglie e al contempo lancia una grande sfida. E questa sfida, che ogni anno si rinnova e che il Toniolo ha dimostrato di saper affrontare migliorando sempre, confidiamo di vincerla ancora, tutti insieme, grazie all’entusiasmo del nostro affezionato pubblico e di quello che conquisteremo durante questa strepitosa stagione ricca di talento e di passione, in omaggio a tutti coloro i quali – nessuno escluso – gravitano sul palcoscenico, dietro le quinte ed oltre il sipario, tra quelle poltrone rosse in cui ciascuno si sente benvenuto.

Il Toniolo ha registrato negli ultimi anni sempre più presenze di pubblico e di artisti di spessore internazionale dimostrando di saper vincere con i numeri e confermandosi un eccellente investimento, soprattutto per il capitale umano che lo anima ogni giorno e l’importante coesione sociale che la cultura alimenta per definizione.

Grazie alla stimolante presenza sempre più ampia da parte di un esigente pubblico metropolitano abbiamo selezionato un cartellone con le migliori compagnie teatrali quali potenti portatrici di valori e di talento, per attrarre un pubblico sempre più preparato e critico ma che saprà emozionarsi come solo a teatro succede, ripagando con fischi o applausi ogni grande artista che da Gaber in poi ha reso il Toniolo una meta ambita, anche grazie alla leggendaria accoglienza della platea e alla fortuna che porta con sé ogni debutto in questo piccolo grande palco.

Un cartellone di appuntamenti con il teatro più autentico che accompagnerà ogni spettatore e spettatrice attraverso un’accurata selezione delle rappresentazioni e degli spettacoli, dove il pubblico sarà il vero protagonista assoluto. Magicamente sono stati mescolati generi e suggestioni assai diverse tra loro, per accattivare la curiosità delle persone e stimolarle, per incontrare il gradimento di un numero sempre maggiore di spettatori e soprattutto di abbonati ed affezionati.
Se si potessero trasformare gli applausi in energia la città potrebbe dirsi illuminata perché la luce più forte è quella che ciascuno di noi può accendere in sé stesso ogni volta che si sente parte di un tutto.

Sarà un viaggio ben più lungo della stagione che stiamo inaugurando, saranno una serie di incontri, un perdersi per ritrovarsi, che permetteranno a ciascuno di noi, di emozionarsi, di evadere e di arricchirsi come accade durante ogni viaggio.
Sarà la condivisione di uno spazio comodo e sicuro, sarà tempo speso bene, coi telefonini spenti e gli occhi accesi, ad un passo dai più grandi artisti in carne ed ossa, in religioso silenzio, accanto allo stupore dei vicini di poltrona.

Ma soprattutto, sarà un modo per sottolineare, con la nostra sola presenza, che il Toniolo è vivo, che il Toniolo siamo noi, nessuno escluso. Anzi, per dirla con il motto che qualifica le stagioni di questo straordinario luogo di arte e di spettacolo, “Io sono teatro”. E tu?
Il maestro Claudio Abbado era solito dire che “la cultura è un bene comune e primario, come l’acqua. I teatri, le biblioteche, i musei, i cinema, sono come tanti acquedotti”. Facendo mia questa similitudine non mi resta che invitarvi a frequentare questi luoghi, ad usarli con chi vi piace, ma soprattutto a viverli. Il nostro impegno come Amministrazione è quello di renderli sempre più accoglienti accessibili e sicuri, così che ciascuno possa sentirsi come a casa propria. Il vostro entusiasmo sarà contagioso, come l’energia che scatena sempre l’arte. In molti seguiranno il vostro esempio e Mestre, con i suoi portici, la sua Piazza e le sue gallerie, le sue botteghe, i suoi parchi e, sopratutto, il suo teatro, rivendicherà, la sua rinascita ed il suo indiscutibile e rinnovato appeal.

Il libretto potete scaricarlo qui e contiene l’intera programmazione che si divide in Io Sono TeatroIo Sono DanzaIo Sono Musica, Io Sono Comico, Teatro per le feste, Note Italiane

Il sito del teatro Toniolo è davvero completo e trovate tutte le informazioni utili per l’acquisto dei biglietti, abbonamenti ed altre info sul teatro.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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