Brexit Aviation

BREXIT e il mercato unico trasporto aereo UE

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La Brexit, argomento ormai molto discusso, continua a creare problemi al governo inglese, che deve far fronte ad uno scontento sempre maggiore dei sudditi di sua maestà per l’uscita dall’unione europea, e che potrebbe avere degli effetti da non sottovalutare, per tutti i vettori inglesi che operano all’interno della UE.

Approvato dai 27 l’accordo sulla Brexit:

Ultimissima NEWS(25/11/2018) L’accordo prevede anche la permanenza del Regno Unito nel mercato unico del trasporto aereo, mantenendo inalterata la situazione attuale, il passo successivo sarà quello dell’approvazione non scontata dello stesso trattato dal parlamento inglese.

L’articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, è la base giuridica che Istituisce un mercato unico del trasporto aereo in Europa e prevede in particolare che:

I vettori aerei nazionali sono sostituiti da «vettori aerei comunitari», e viene stabilito il principio di base secondo cui questi ultimi possono fissare liberamente le tariffe aeree passeggeri e merci nonché accedere a tutte le rotte all’interno dell’UE senza che siano necessari permessi o autorizzazioni (fatta eccezione per alcune rotte molto particolari per le quali gli Stati membri possono imporre oneri di servizio pubblico, sulla base di determinate condizioni e per un periodo limitato).

Questo estratto è l’aggiornamento della normativa, chiamata anche “terzo pacchetto”, introdotta dalla UE nel 1992 (composto segnatamente dai regolamenti (CEE) n. 2407/92, 2408/92 e 2409/92 del Consiglio, oggi sostituiti dal regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio), ha rimosso tutte le restanti restrizioni commerciali applicabili alle compagnie aeree europee operanti nell’UE, istituendo così il «mercato unico europeo dell’aviazione».

Nello stesso anno nel mercato unico sono stati ammessi: Norvegia, Islanda e Svizzera; non escludendo di poter essere esteso ulteriormente ad alcuni paesi vicini, attraverso l’Accordo sullo spazio aereo comune europeo, a condizione che tali paesi attuino progressivamente tutte le pertinenti norme dell’UE, un requisito non ancora soddisfatto.

Si parla di possibilità, e attualmente le trattative tra Gran Bretagna e UE, dovranno prevedere anche l’apertura di una specifica trattativa su questo specifico argomento, il rischio è il blocco di tutti i voli operati da compagnie aeree inglesi nello spazio aereo europeo.

Easyjet ad esempio si è subito attivata, aprendo una nuova società con sede a Vienna, easyJet europe, reimmatricolando gran parte dei propri aeromobili (circa 115) e spostando circa 4000 dipendenti nella nuova società, in questo modo sarà libera di operare senza alcuna restrizione.

EasyJet attualmente è composto da tre compagnie aeree: easyJet UK, con sede nel Regno Unito, easyJet Europe, per la UE con sede in Austria e in Svizzera con easyJet Switzerland; il controllo è di easyJet plc che rimarrà con soci europei, ma con sede nel Regno Unito e quotata al London Stock Exchange.

Vi consiglio un articolo che contiene una analisi molto dettagliata sull’argomento, spiegata molto bene con tutti i riferimenti normativi, pubblicata nel sito della Comunità Europea e redatto da Marc Thomas a febbraio di quest’anno.

L’euro parlamento ha inoltre legiferato  in vari articoli legati nel regolamento comunitario del trasporto aereo a tutela del consumatore, per ritardi aerei, cancellazioni, perdita di bagagli e concorrenza, creando una “carta dei diritti del passeggero“.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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