Terzo piano M9 Mestre - allestimenti temporanei M9

M9: visita con gli architetti Sauerbruch e Hutton

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Ieri mattina ho avuto l’opportunità di assistere alla visita guidata dagli architetti Sauerbruch Hutton, dell’omonimo studio di architettura Berlinese, vincitori del concorso per M9, tre ore di pura emozione.

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gli architetti Sauerbruch Hutton presentano il terzo piano per gli allestimenti temporanei

Gli architetti Sauerbruch Hutton, il loro progetto

Sono stato piacevolmente colpito dalle loro parole, che più volte ponevano l’attenzione su come Mestre non sia più città dormitorio, bensì una città ricca di opportunità al pari livello di altre città europee post industriali, anche tedesche.

Si è evidenziato come ormai la città di Venezia sia molto più orientata verso il turismo e il commercio, mentre Mestre, con 4 volte gli abitanti della città lagunare sia una realtà urbana in espansione, in cerca di una sua identità, che sembra ormai aver ritrovato anche nel nuovo distretto di M9, che come ho già anticipato in un mio precedente articoolo, dovrà essere un nuovo trampolino di lancio per una riqualificazione e una rinascita dell’intera città, dando a Mestre la giusta importanza, che per anni gli è stata negata, nell’ombra della città di Venezia.

Logo Museo M9 MestreNel progetto di M9 e ancor di più durante la visita, si vede come M9 si integri perfettamente nel tessuto urbano cittadino lasciando aperte delle porte verso il resto della città, altre ne aprirà, come sarà per la vicina Corte Legrenzi, di cui in particolare si sono sentite le lodi dell’architetto Louisa Hutton, che mentre ne parlava trasmetteva con lo sguardo, un quasi amore, verso un angolo della nostra città che in effetti ha il suo fascino e la sua particolarità, nascosta a molti, ma conosciuta da tutti i mestrini.

Il video della presentazione iniziale:

Alcuni numeri:

  • 280 mq auditorium con 200 posti a sedere, visti 3D e proiezione in 4K
  • 2.610 mq complessivi del primo e secondo piano per l’esposizione permanente
  • 1.400 mq il piano destinato agli allestimenti temporanei (terzo piano).
  • 2.485 mq interrati per i vani tecnici, depositi e parcheggi.
  • 86.000 kwh l’energia solare prodotta in un anno dai 276 pannelli fotovoltaici.
  • 63 sonde geotermiche a 110 m di profondità per produrre il 100% del riscaldamento e il 40 del raffrescamento.
  • 20.822 elementi di ceramica policroma per il rivestimento delle facciate, con 13 colori in accordo cromatico con il contesto urbano di Mestre.

I pannelli fotovoltaici, la geotermia, il sistema di condizionamento mai a vista, le tecniche di costruzione e progettazione nel pieno rispetto delle più moderne regole per il risparmio energetico e compatibilità ambientale, fanno di M9 uno dei primi distretti italiani a ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale ed energetica LEED Gold (Leadership in Energy and Environmental Design).

Gli allestimenti

Livio Karrer, uno dei due curatori degli allestimenti, che ci ha accompagnato durante la visita, preme a sottolineare come Fondazione di Venezia, che ha creato appositamente la fondazione M9, ha speso ben 110 milioni di euro, per realizzare ed allestire la struttura museale e retail, per darvi solo un idea, uno dei numerosissimi proiettori Panasonic ha un costo, compreso di ottica di circa 28 mila euro, senza contare il largo uso di visori 3D (solo per l’auditorio ce ne sono 200), del sistema kinect di Microsoft per rendere molte delle postazioni interattive, e i numerosi schermi LED.

La Progettazione e realizzazione dei percorsi multimedia ha coinvolti 5 importanti studi: Carraro LabClonwerkLimiteazeroDotdotdotKarmachinaEngineering AssociatesNema FX

L’esperienza di visita e gli allestimenti, sono stati  pensati per dar modo al visitatore di personalizzare la sua permanenza in M9, la app, che ho potuto testare in anteprima, è stata appositamente studiata per dar modo all’utente di creare anticipatamente un proprio percorso virtuale che poi potrà essere seguito nelle sezioni del museo.

Molte delle postazioni, che come già anticipato sono dotate di visori 3D e di Kinect, permettono grazie ad un lettore ottico (con il QRcode del biglietto), di profilare il visitatore, che potrà partecipare a dei piccoli giochi anche con la vincita di piccoli premi, le numerose postazioni interattive contribuiscono a personalizzare e rendere attiva l’esperienza, il visitatore diventa parte attiva del museo.

Le sezioni permanenti sono 8 su due piani, più un piano interamente dedicato agli allestimenti temporanei, il direttore Biscione spiega come si stia già lavorando per la programmazione dei prossimi 3 anni degli allestimenti temporanei, che terrà anche conto della necessità di riportare al museo i visitatori, e tiene a precisare come il museo dovrà, anche negli allestimenti permanenti “continuare a ripensare se stesso“, per la tecnologia che è il cardine del museo ed un continuo rinnovamento dei contenuti.

La prima mostra temporanea, sarà un esposizione fotografica che avrà come tema il 900.

Si stanno studiando diverse formule per l’acquisto del ticket di accesso, anche ad una forma di abbonamento e a biglietti “integrati” con i musei di Venezia, il costo medio dovrebbe aggirarsi sui 14 euro.

Una piccola nota di colore, che aumenta il mio orgoglio di essere mestrino, quando ho sentito una giornalista, penso milanese che esprimeva la sua meraviglia, si chiedeva di come sia possibile che in Italia, l’unico museo del 900 italiano, così tecnologicamente avanzato e con una struttura architettonica di così alto livello, possa essere a Mestre e non a Milano, sentire certe parole fa davvero piacere, #MESTREESISTE.

Ed ora non rimane che aspettare il 1 dicembre, giornata in cui alla presenza del presidente del senato e del ministro dei beni culturali verrà inaugurato ufficialmente M9 ed aperto al pubblico.

Dossier di approfondimento Approfondimenti

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Il nuovo museo del 900 di Mestre

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Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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