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Ryanair e Wizzair non demordono

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AGGIORNAMENTO:

Ultimissima NEWS(25-11-2018) La prima sezione del Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Ryanair, sospendendo i provvedimenti dell’Antitrust, è stata fissata per la trattazione di merito del ricorso, l’udienza pubblica il 27 febbraio 2019

Nonostante la richiesta dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana, il 31 ottobre di sospendere la nuova policy sul bagaglio a mano di entrambe le compagnie.

Come si legge da questo estratto del provvedimento:

apiceai sensi dell’art. 27, comma 3, del Codice del Consumo e dell’art. 8, comma 1, del Regolamento, che la società Ryanair DAC:
a) sospenda provvisoriamente ogni attività diretta a richiedere un supplemento di prezzo – rispetto alla tariffa standard – per il trasporto del “bagaglio a mano grande” (trolley), mettendo gratuitamente a disposizione dei consumatori, a bordo o in stiva, uno spazio equivalente a quello predisposto per il trasporto dei bagagli a mano nell’aeromobile;

b) comunichi all’Autorità l’avvenuta esecuzione del presente provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 5 giorni dal ricevimento del presente provvedimento, inviando una relazione dettagliata nella quale vengano illustrati le misure adottate.

Entrambi i vettori non hanno sospeso la nuove policy, annunciando ricorso al TAR.

Si legge oggi in un articolo nel sito del Corriere della sera, che ha richiesto chiarimenti a Ryanair chela compagnia ritiene che l’autorità italiana, non possa decidere su questioni che riguardando la sicurezza aerea o la puntualità dei voli, per questo motivo non arretreranno dalla decisione presa.

Che l’imbarco dei bagagli in stiva, riducendo il numero dei bagagli a mano, ricca i tempi di imbarco, riducendo di conseguenza anche i costi della compagnia, che nel caso delle low-cost è uno dei pilastri su cui si basa la politica dei costi, è vero.

Gestire un imbarco con molti bagagli a mano infatti, in particolare con aerei tipo i 737 sky interior con cappelliere più piccole, può portare a dei rallentamenti, sia per una questione di spazi, che per la gestione della fase di boarding con lo smistamento dei passeggeri e dei bagagli in cabina, che spesso creano confusione e mettono a dura prova la pazienza degli assistenti di volo.

In quanto a sicurezza, non vedo cosa possa centrare la direttiva presa dall’autorità, che ha semplicemente difeso un diritto del consumatore (vi invito a leggere la direttiva, in particolare la sezione III), l’imbarco dei bagagli a mano quindi può causare esclusivamente un rallentamento, non certo a problemi di sicurezza.

Detto questo anche facendo una breve simulazione dell’acquisto di un volo, il prezzo base anche se inizialmente molto basso, obbligando il passeggero all’acquisto di un bagaglio da stiva cresce, questo anche a discapito non solo dello stesso consumatore ma anche di Ryanair in termini di immagine, spesso non rendendola più competitiva con altri vettori, come ad esempio easyJet, che prevede un bagaglio a mano (trolley) senza specificare un peso massimo ma solo le dimensioni e serve aeroporti principali con un servizio qualità superiore.

Mi meraviglio che non sia stata considerata questa variabile, in quanto è risaputo che l’immagine della compagnia non è più quella di un tempo e il passeggero sa bene che  l’offerta di altri voli operati da altri vettori è ampia e può risultare, non solo una scelta più conveniente, ma anche più comoda.

Da tempo le compagnie low cost adottano una gestione del bagaglio a mano che prevede un numero massimo di pezzi a volo, oltre a quelli acquistati dal passeggero con supplemento.

Avete mai fatto caso quando siete in coda all’imbarco, che un assistente di terra, controlla e segna su un foglio il numero di bagagli in stiva, seguendo l’ordine dei passeggeri in coda. Raggiunto un certo numero, che varia da compagnia a compagnia e dalla tipologia di aeromobile, i passeggeri in coda che non rientrano in questa conta, vengono invitati a lasciare il bagaglio sotto la scaletta dell’aero e il bagaglio viene registrato.

Questa soluzione, anche se non sempre risulta operata correttamente, mi sembra sicuramente più corretta e garantisce i diritti del passeggero, in quanto se non c’è più spazio non è certo colpa della compagnia.

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, la legge italiana nel caso in cui i due vettori non si adeguano alla direttiva dell’Antitrust, prevede una sanzione che va da 10mila a 5 milioni di euro fino alla sospensione dell’operatività per un massimo di 30 giorni, non mi sembra che si possa giocare col fuoco.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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