Mestre

M9 il nuovo museo del 900 a Mestre

Nel 2010 durante la 12^ Mostra internazionale di Architettura di Venezia, la Fondazione di Venezia, ideatore del grande progetto di M9, presento’ il vincitore del concorso internazionale indetto per il nuovo museo, vinto dallo studio anglo-berlinese Sauerbruch Hutton.

Un progetto ambizioso per una città spesso non considerata, una Mestre che invece in questi anni è riuscita con non poche difficoltà a riacquistare un identità di città che aveva perso all’inizio dello scorso secolo, oggi un mestrino che vive la città è fiero di esserlo, prima non sapeva neanche di essere un cittadino di una città comune fino al 1924.

Matthias Sauerbruch, architetto dell’omonimo studio:

apiceIl progetto M9 è concepito per diventare parte integrante di Mestre. Quasi un organo vitale, che vive in rapporto simbiotico con la città e per la città. O meglio ancora per la collettività. La sua identità deriva proprio da uno stretto rapporto con il contesto urbano, con il quale si integra non solo da un punto di vista architettonico ma soprattutto da un punto di vista di pianificazione urbanistica, disegnando una nuova viabilità che attraversa il cuore del centro storico di Mestre. L’obiettivo è congiungere in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che erano addirittura negate alla fruizione dei cittadini.

Da qui parte la nostra visita al M9, da questa idea quasi futuristica che vuole riqualificare l’intero centro, partendo da un enorme cratere dimenticato, trasformandolo in un organo vitale, uno stimolo ed il cuore pulsante di una città che vuole avere il giusto ruolo che si merita a livello nazionale ed internazionale.

Cos’è oggi M9? Prendo spunto dal sito dove con chiarezza viene espressa l’idea intorno alla quale si è sviluppato il progetto e gli allestimenti delle sale.

Immergetevi in un’esperienza multimediale per percorrere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.  

Il largo uso di visori 3D, wide screen, ambientazioni create ad hoc per permettere al visitatore di immergersi a 360 gradi, anche con schermi avvolgenti in spazi  che ti isolano dal contesto esterno, danno effettivamente la sensazione di immersione in uno spazio temporale di assoluto relax, dove la mente è molto più propensa a scoprire la nostra storia presente e cominciare finalmente a pensare ad un futuro possibile.

Mi ha colpito da subito la struttura architettonica che racchiude il museo, non ero mai stato direttamente a contatto con essa, avevo visto solo il chiosco, è stato emozionante per un mestrino come me, fiero della mia città, consapevole delle difficoltà che ha riscontrato e ancora oggi ha, di aver finalmente raggiunto uno degli obbiettivi più ambiziosi di questi ultimi anni di rinascita, il museo del 900, il suo primo grande museo.

Finalmente ci siamo, i lavori sono terminati, mancano solo alcuni ritocchi, ma dentro tutto è pronto, la sensazione di non essere a Mestre ma in una delle grandi città europee che ho visitato è il segnale che ci siamo, M9 è un nuovo punto di partenza per un nuovo rilancio, un occasione che non possiamo perdere.

L’accesso nella grande sala della biglietteria con ai lati il futuro bistro’ e lo shop e di fronte l’auditorium, avviene da una porta girevole come quelle dei grandi hotel americani, il legno, in una struttura completamente in calcestruzzo è presente ovunque, un classico design nordico che però accoglie il visitatore in un ambiente sicuramente caldo e accogliente.

Al piano -1 il grande guardaroba con gli armadietti per riporre zainetti e borse e il bancone assistito per gli abiti, nei primi due piani (1 e 2 ) le esposizioni permanenti, mentre al terzo piano, la grande sala che accoglierà le temporanee.

L’allestimento permanente è diviso per aree tematiche:

  1. Come eravamo, come siamo. Demografia e strutture sociali.
  2. The Italian way of life. Consumi, costumi e stili di vita.
  3. La corsa al progresso. Scienza, tecnologia, innovazione.
  4. Soldi soldi soldi. Economia, lavoro, produzione e benessere.
  5. Guardiamoci intorno. Paesaggi e insediamenti urbani.
  6. Res publica. Lo Stato, le istituzioni, la politica.
  7. Fare gli italiani. Educazione, formazione e informazione.
  8. Per farci riconoscere. Che cosa ci fa sentire italiani.

Un esperienza che più di una volta mi ha provocato brividi, così avvolgente grazie all’uso intensivo della multimedialità e quindi dei visori 3D, degli schermo touch e dei grandi schermi che ti avvolgono e spiegano ogni tematica che viene esposta in modo chiaro e innovativo.

Questo è M9, un museo che avrà un respiro internazionale allo stesso livello di tanti altri museo che nel mondo ogni anno vengono visitati, un museo che aiuterà non solo i mestrini ma tutti gli italiani a capire chi siamo e cosa eravamo, ma anche cosa potremmo diventare.

Per il turista che non conosce la nostra realtà, italiano o straniero che sia, sarà un ottimo modo per tornare a casa e finalmente poter dire di non essere stati solo a Venezia, ma anche a Mestre, in un bellissimo museo che a Venezia non c’è, non vedo alcuna sovrapposizione con strutture museali già presenti, al contrario un arricchimento dell’offerta che le due città possono offrire ai propri ospiti.

Non ho parlato casualmente di due città perchè Mestre e Venezia seppure completamente diverse, possono e devono creare sistema, insieme ai comuni limitrofi per realizzare un sistema di accoglienza turistica integrato, e Mestre in questo svolge un ruolo chiave che ora non può più essere sottovalutato o ignorato.

Invito in primis tutti i mestrini a visitare il museo dal 1 dicembre, giorno dell’inaugurazione, perchè davvero è un esperienza importante per aumentare l’orgoglio per la nostra città e conoscere meglio la nostra storia, una visita al museo vi assicuro che darà a molti, una visione diversa e più realistica di ciò che siamo e di quello che potremo diventare.

Una città è fatta di persone che creano una comunità, solo quando questa è consapevole di esserlo, può renderla viva sfruttando tutti gli spazi disponibili e quelli da creare, combattendo il degrado e progettando il futuro.

La strada e’ ancora lunga, ma questo e’ sicuramente un buon inizio.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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