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La Mestre che cresce: il nuovo distretto M9

Continua a crescere l’offerta culturale con il nuovo  Museo M9 , insieme a quella della capacità alberghiera di grandi catene, che scelgono Mestre per realizzare nuovi alberghi, che daranno ospitalità ai turisti in continua crescita, che arrivano per visitare Venezia.

Ma Mestre non è ormai da anni la “città dormitorio” della vicina Venezia, che oggi conta almeno 1/6 degli abitanti della città di terraferma, ma una città che ha riscoperto la sua storia, le sue potenzialità, il suo orgoglio di essere città.

Ma soprattutto anche gli imprenditori, e gli stessi mestrini, sono finalmente consapevoli delle enormi potenzialità di questo territorio, con numerosi spazi disponibili per nuovi quartieri residenziali e direzionali, ma già saturo per quanto riguarda gli spazi commerciali.

Particolare attenzione agli spazi anche in centro città da riconvertire e/o riqualificare, che possono dare un nuovo ennesimo slancio al centro storico, mi riferisco in particolare  alla zona dell’EX Umberto I, dove si potrebbe prendere spunto da progetti come City life a Milano o i centri di Liverpool e Manchester.

Riportare nel centro spazi direzionali e commerciali, continuando in quel lungo e faticoso lavoro, per sviluppare quello che potrebbe diventare in parte al chiuso ed in parte all’aperto, il nuovo centro commerciale della città, il centro di Mestre.

Non solo quindi spazi commerciali, ma anche spazi direzionali e residenziali, per far vivere la città giorno e notte, quando chiuderanno i negozi, rimarranno aperti i locali di ristorazioni, gli spazi culturali e i bar, risultato di un nuovo progetto urbanistico complessivo dove al centro vi è un equilibrio tra residenziale, direzionale, commerciale, culturale e di servizi, creando un ambiente ideale per dare nuova vita ad una città.

Dobbiamo essere però consapevoli che non è più possibile avere le due città in un unico comune, consapevoli che Mestre dovrà e può svilupparsi mantenendo un rapporto di reciproca collaborazione con la città di Venezia, convivendo pacificamente.

Venezia non può avere lo stesso sviluppo di una città di terraferma, Venezia è una città d’acqua, storica, un immenso museo a cielo aperto che non ha e non potrà mai avere le stesse potenzialità di sviluppo della città di Mestre, ma potrà avere da questa, un ottimo supporto per mantenerla viva nei limiti della logistica e del rispetto della città storica.

Venezia non può più lamentarsi di non essere rispettata (non parlo dei turisti maleducati o dei vandali),  i suoi residenti di non essere aiutati, la residenza a Venezia potrà essere finanziata solo qualora la città lagunare diventerà comune a se’, solo quando il nuovo comune di Mestre potrà in autonomia pensare ad un grande progetto di riordino e di espansione della città, che dovrà obbligatoriamente partire dagli spazi liberi o dismessi rimasti in centro.

Residenza a Venezia e residenza a Mestre quindi sono da considerarsi differenti, non possono viaggiare su uno stesso binario e nessuna delle due può avere delle priorità o un non equilibrio dei finanziamenti, questo perchè si rischia di creare delle disparità tra le due città che potrebbero sfociare, come lo è ancora in gran parte adesso, in mancato sviluppo per la città di Mestre.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui ritengo che sia giusto avere due amministrazioni per due città che non possono essere amministrate nello stesso modo, ma che devono convivere e non ostacolarsi a vicenda, due entità con caratteristiche e potenzialità diverse, due città.

Pensiamo ai tanti progetti che per una politica cieca orientata alla città lagunare e non a quella mestrina, hanno portato agli inizi del 900 a una distruzione della vecchia e bella Mestre, ad un urbanizzazione selvaggia senza mai considerare il rispetto della città, mentre a Marghera si realizzava con la città giardino, un esempio urbanistico europeo di un quartiere residenziale a misura d’uomo, a Mestre il suo centro venne devastato senza un piano regolatore che regolasse le nuove edificazioni e il decoro della trasformazione della città.

Il conte Volpi, anima del progetto e della scelta di trasformare la terraferma in quello che era fino a 20 anni fa, distrusse una città senza un obbiettivo di crearne una nuova ma soltanto di dare spazio a nuove edificazioni, senza alcuna visione urbanistica di città, ovvero di spazi che possono definire un territorio tale e non un semplice agglomerato urbano, come lo era Mestre fino a pochi anni fa.

Mi fa rabbrividire ogni volta che parto in treno da Mestre, non esiste la stazione di Mestre  ma la stazione di Venezia Mestre, no non è una stazione di Venezia è la stazione di Mestre!.

Ricordo che sul territorio mestrino ricascano, l’aeroporto, la stazione di Mestre, grandi spazi direzionali e commerciali che a Venezia non potrebbero mai essere stati realizzati, e non sono spazi della città di Venezia ma della città di Mestre, discorso a parte per l’aeroporto che è corretta la sua denominazione.

Da questa realtà è nata qualche anno fa l’idea del museo del 900, il museo M9 che verrà inaugurato il 1 dicembre 2018, che ho potuto lo scorso sabato visitare in anteprima, un esperienza che dovranno fare tutti i Mestrini almeno una volta, un museo che mi ha colpito e emozionato, uno spazio che solo grandi città hanno e che, non può non essere considerato un nuovo passo avanti per una nuova Mestre.

Il museo M9 è l’esempio di come uno spazio inutilizzato in centro città possa essere riqualificato per creare cultura, commercio, attrattività, ma anche bellezza, l’impatto visivo da la sensazione di non essere a Mestre ma in altre città europee che per anni abbiamo invidiato, ora Mestre, ha un suo spazio museale 2.0, che entrerà sicuramente a far parte della lista delle cose da visitare del turista, in particolare di quelli che si fermeranno non più solo a dormire a Mestre e non faranno più tappa solo a Venezia, ma si fermeranno anche in città per qualche ora, per una mezza giornata e contribuiranno a renderla viva.

Al museo dedicherò un altro articolo, ma era necessario introdurre prima la realtà urbanistica in cui è insediato, in particolare la sua città, Mestre che in pochi conoscono e in pochi considerano come tale.

In questo modo il museo M9 verrà meglio compreso e apprezzato, non solo dai Mestrini, ma anche dai Veneziani e dal turista.

Invito tutti a non essere ciechi in un dibattito di separazione tra due città che sono molto diverse e solo se si rispetteranno a vicenda potranno crescere.

Due amministrazioni separate potranno dare le giuste priorità e dovranno obbligatoriamente lavorare anche insieme, per quel che sarà possibile, senza imporsi ma con scelte logiche e urbanistiche, volte alla crescita e al miglioramento urbano.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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