Ercolano

Ercolano

La prima cosa che colpisce accedendo all’area degli scavi è la straordinaria conservazione di gran parte delle strutture dell’antica Herculaneum.

La vista è spettacolare, dovete immaginare che gli scavi sono all’interno di un enorme cratere a circa 10 metri sotto di voi, un quadrato scavato dagli archeologi e dal numeroso personale che ha contribuito negli anni alla scoperta di questo vero tesoro, uno dei tanti della regione Campania.

Dall’alto prima di accedere all’area la visuale è completa sui tetti delle case, le strade perfettamente conservate, i giardini, i porticati e la piazza.

Vi consiglio come prima di cosa di prendere una delle guide gratuite che potrete trovare subito sulla destra, di fianco alla biglietteria, un piccolo libricino fatto davvero bene, dove seguendo il percorso indicato, aiutati dalle postazioni numerate, potrete vivere ed immergervi nell’antica storia del sito.

L’accesso per iniziare il giro avviene da un tunnel che vi porterà alle Fornici e alla terrazza di M.Nonio Balbo.

proseguendo le terme Suburbane, l’area sacra e via via fino alla conclusione della visita che si concluderà con l’uscita dal sito da un ponte sospeso.

Il ponte sospeso

Alcuni cenni storici:

Ercolano, secondo la leggenda narrata dagli Dionigi di Alicarnasso, venne fondata da Ercole nel 1243 a.C.: con tutta probabilità invece fu fondata o dagli Osci nel XII secolo a.C. , come scritto da Strabone, o dagli Etruschi tra il X ed l’VIII secolo a.C.. Venne conquistata dai Greci nel 479 a.C. e successivamente passò sotto l’influenza dei Sanniti, prima di essere conquistata dai Romani nell’89 a.C., a seguito della guerra sociale, diventando un municipio. La città divenne quindi un luogo residenziale per l’aristocrazia romana e visse il suo periodo di massimo splendore con il tribuno Marco Nonio Balbo, il quale l’abbellì e fece costruire nuovi edifici. In seguito fu colpita dal terremoto di Pompei del 62 e poi completamente sepolta sotto una coltre di fango e materiali piroclastici alta dai dieci ai venticinque metri a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 79: tale strato, col passare degli anni, si solidificò, formando un piano di roccia chiamato pappamonte, simile al tufo ma più tenero, che protesse i resti della città.

Vi consiglio una visita al sito ufficiale del parco, fatto molto bene dove potrete trovare tutte le informazioni per l’accesso e le indicazioni su come arrivare (se arrivate in macchina, mi raccomando, uscita Ercolano scavi) e la storia completa del sito.

Colgo l’occasione per ringraziare il parco per aver condiviso una mia foto nel loro profilo instagram.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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