Norwegian

Norwegian, scalata evitabile ?

Quali sono i motivi per cui Norwegian è al centro di importanti mosse da parte di IAG e non solo, per acquisirne il controllo? Perchè Norwegian oggi è così debole?

Non è difficile dare una spiegazione semplice e chiara, in questo articolo cercherò di spiegarvi tutti i motivi che hanno portato Norwegian nella situazione in cui si trova oggi.

Ho più volte evidenziato come non sia più possibile parlare di low cost senza tener presente che non esiste più un solo modello di business, ma ogni vettore disegna intorno alla sua visione di “servizio al passeggero” e al core-business un suo modello del tutto personalizzato.

In questo modo, anche le compagnie aeree di linea che non sono mai state considerate economiche, aguzzano gli artigli e forti della loro esperienza e presenza sul mercato, si adeguano senza problema, introducendo nei loro piani tariffari opzioni light, che si avvicinano e in alcuni casi diventano più competitive, a quelle delle tradizionali low cost.

Il modello Ryanair è invece un modello difficilmente riproducibile, se non modificando la visione del vettore, easyjet ad esempio non potrà mai diventare come Ryanair che seppur rimane un modello vincente non potrà mai essere compatibile con easyjet, ma il problema non sussiste, perchè entrambe mantengono le loro fette di mercato, le differenze dei servizi offerti, la poca differenze delle tariffe e l’uso di aeroporto spesso diversi, non creano una situazione di Belligeranza tra le due compagnie, che sembrano convivere abbastanza serenamente.

Entrambe, riescono a fidelizzare i loro clienti: un cliente easyjet anche se risparmia 5 euro o 10, difficilmente acquisterà un volo Ryanair per la stessa destinazione (località non aeroporto).

In un mercato di questo tipo, il modello di Norwegian come ho giustificato in questo articolo, difficilmente potrà essere vincente per il lungo raggio, tranne alcune tratte da Regno unito e l’Irlanda, considerando che la durata del volo è inferiore verso New-york.

Ed infatti lo slancio iniziale della compagnia sul lungo raggio che ha subito attivato le rivali storiche anche non low, si sta rimodulando, viste le grosse perdite finanziare che sono seguite all’introduzione delle rotte long-range.

Norwegian ha già provveduto a rimodulare l’offerta dei voli, iniziando dall’Irlanda, nello specifico dagli aeroporti di Shannon e Cork,  per ora per i voli compresi tra novembre 2018 e marzo 2019, nel medesimo perioso anche i voli da Dublino verrano sospesi, Dublino è la base di una delle compagnie di IAG, Air Lingus, che ovviamente ha subito risposto alla concorrenza, con il lancio di promozioni e nuove tariffe per il lungo raggio.

Ho voluto rifare il punto sul low cost  perchè a mio parere è il motivo principale per cui la scelta di Norwegian, almeno com’è stata pensata, non può funzionare ed ha portato agli eventi di queste ultime settimane.

Dopo una prima impennata, grazie all’ottima opinione dei clienti e alla convinzione ormai sfumata, che il low cost conviene sempre, l’acquisizione della compagnia non può certo essere ostacolata in un mercato che non permette errori, anche se i margini per mettere al sicuro la compagnia ci sono ancora.

Con la dismissione degli aerei già avviata, e la rifocalizzazione verso il medio raggio, lasciando per il momento solo alcune rotte più redditizie che stanno dando risultati, darebbe il tempo a Norwegian di ripensare una diversa strategia di crescita sul lungo raggio, valutandone attentamente la fattibilità e trovare la giusta ricetta per offrire un servizio in grado di competere per livello e costi, quello dei diretti concorrenti.

In questa fase però, come anche ammesso dalla stessa Norwegian dobbiamo aspettarci altre proposte di vettori che  tenteranno un acquisizione, approfittando della debolezza attuale della compagnia.

 

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

Rispondi