Aviation

GESAC comincia a parlare di un sistema aeroportuale campano

GESAC, la società di gestione dell’aeroporto di Napoli, ha presentato alla regione un piano di 120 milioni di euro da investire sul sistema aeroportuale campano, quindi sia su Napoli ma anche su Salerno.

Pochi di voi sanno che a Salerno esiste un aeroporto, che potrebbe giocare un ruolo chiave per lo sviluppo turistico in particolare della costiera ma di tutto il Cilento e non solo, vista la sua vicinanza all’autostrada A3.

Come riporta il Corriere, il piano industriale è stato anche presentato a palazzo Santa Lucia in modalità «riservata e strettamente confidenziale», L’obiettivo finale, secondo GESAC: la creazione della rete aeroportuale campana per sviluppare il pieno potenziale dell’industria turistica e facilitare la mobilità internazionale di cittadini ed imprese”.

Il piano prevede un unica gestione dei due scali, così da creare un vero e proprio”sistema” , la regione Campania ha già stanziato 2,8 milioni di euro per la ricapitolarizzazzione dello scalo di Salerno ed è già stato progettato l’allungamento della pista e la nuova aerostazione, piano che con l’entrata di GESAC subirà sicuramente delle modifiche, ovviamente migliorando i progetti sul piccolo scalo salernitano, ad oggi un piccolo aeroporto fantasma.

Gesac premette che:

il mercato turistico è «in forte crescita, ma con un potenziale ancora inespresso». Tanto che il Veneto registra «presenze turistiche tre volte superiori a quelle della Campania (19 milioni di turisti l’anno contro i 44 della Toscana e i 63 del Veneto)»; che la «propensione al volo dei residenti in Campania è la più bassa d’Italia (1,2 passeggeri-residenti contro i 3,07 del Veneto)» e che «la difficile accessibilità di alcune destinazioni del Cilento e della Basilicata», in fortissima ascesa nei desideri dei visitatori internazionali, «ne limita il turismo».

Un confronto non fatto a caso quello di GESAC, con la regione Veneto, una delle regioni che in Italia investe di più sul turismo e con lo scalo di Venezia che ha recentemente raggiunto da solo quota 10 milioni di passeggeri, rappresenta un esempio di sistema a livello nazionale e non solo.

Gesac per attuare il progetto chiede alla regione una concessione per entrambi gli scali fino al 2043, necessaria per attuare il progetto e rientrare dei costi sostenuti, ho più volte espresso come fosse necessario fare sistema tra i due scali che spesso per puri interessi campanilistici hanno frenato la crescita di Salerno.

I piani di GESAC:

  • Investimento iniziale di 40 milioni di euro dello Sblocca Italia e di 80 milioni a carico della finanza pubblica nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato;
  • Realizzazione dei lavori infrastrutturali per migliorare l’accessibilità degli scali di Napoli e Costa d’Amalfi (20 milioni di euro per la rete stradale di Costa d’Amalfi e 5 milioni per Napoli);
  • Investimenti post start-up necessari per il massimo sviluppo del Costa d’Amalfi (122 milioni di euro) a carico della società di gestione;
  • Decreto di ripartizione del traffico;
  • Società di gestione unica dal 2018 in grado di assorbire le perdite durante i primi anni di attività del Costa d’Amalfi (circa 10 milioni di euro);
  • Programma di incentivi per i vettori allo start-up di Costa d’Amalfi.

Secondo il Corriere, per decreto i vettori che verrano trasferiti al Costa d’Amalfi saranno: Aer Lingus, Condor, El Al; Finnair; Jet2; Luxair; Mistral Air; Sas e Smartwings. Non capisco il senso di spostare Per Lingus e SAS, due vettori non low-cost e il primo la compagnia di bandiera Irlandese e la seconda Scandinava.

Il piano di GESAC e sviluppare per Salerno una vocazione per il segmento lusso Business jet e quello dei voli charter. Ma «ad integrazione» anche di trasferirvi «le rotte trafficate presenti a Napoli, sia nazionali che internazionali». Secondo il piano occorre realizzare, in 4 anni, gli investimenti necessari per dotare il Costa d’Amalfi di una capacità di 3,5 milioni di passeggeri l’anno. Tuttavia, prima è necessario espropriare 480 mila metri quadrati di terreno; ampliare la pista di volo di 2200 metri; realizzare un terminal di 14 mila metri quadrati; puntare su 11 stand aeromobili. E se l’avvio dei lavori per l’ampliamento della pista è fissato nel 2018, è possibile per l’anno prossimo ipotizzare anche parte del trasferimento dell’aviazione generale. Da completare, però, nel 2020. Mentre l’avvio della operatività della aviazione commerciale è fissata per il 2022. «Le ipotesi di sviluppo infrastrutturale — scrive Gesac — prevedono investimenti pari a 120 milioni di euro» a fronte di una proiezione di crescita, entro i prossimi 25 anni, «di 9 milioni di passeggeri l’anno» in Campania (rispetto agli attuali 8,4 milioni), «di cui 5,5 milioni a Salerno» e «12 milioni a Napoli».

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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